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Melania uccisa da più persone, forse anche una donna

Di Redazione29 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gli investigatori sul luogo del ritrovamento

Gli investigatori sul luogo del ritrovamento

TERAMO — Potrebbero essere state più persone, forse anche una donna, a uccidere Melania Rea. “Al momento seguiamo tutte le ipotesi, credibili o incredibili, stiamo facendo una scrematura, fino a concentrarci sull’assassino o sugli assassini: perchè al momento non sappiamo né il numero né il sesso”. Lo ha detto all’Adnkronos il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, colonnello Alessandro Patrizio.

Tutto il materiale repertato, dalle tracce di sangue trovate sulla base di legno dello chalet a Ripe di Civitella, alle macchie trovate nell’auto del marito della donna che, come ha aggiunto Patrizio, “sono molto leggere e potrebbero anche non essere di sangue”, è stato consegnato ai carabinieri del Ris di Roma per analisi.

Sotto la lente degli esperti gli indumenti del marito di Melania Salvatore Parolisi e altri reperti trovati sul luogo del delitto: il cellulare della vittima, la siringa e il laccio emostatico. Il marito si è detto pronto a sottoporsi alla prova del dna.

Le persone su cui ricade maggiore attenzione al momento sono un agente di polizia penitenziaria, amico di Parolisi, e un vicino di casa della coppia, un operaio di Folignano che sarebbe stato visto fare delle avances alla donna. Ma al momento non si può escludere nessuna ipotesi, come ad esempio non possiamo escludere, sottolinea il colonnello Patrizio, che “le macchie di sangue trovate sulla base di legno dello chalet siano di un cervo”.

Da chiarire anche una frase che il marito ha detto agli inquirenti. Parolisi ha affermato che lui e Melania, una decina di giorni prima della scomparsa, erano stati nel bosco a Ripe di Civitella, dove poi la donna è stata trovata cadavere, e avevano avuto momenti d’intimità. Una dichiarazione apparsa come un tentativo di mettere le mani avanti nel caso emergessero nel luogo tracce biologiche riconducibili all’uomo.

Sotto le unghie di Melania il perito ha scoperto terriccio e aghi di pino che saranno ora esaminati dal Ris. La donna probabilmente è morta per dissanguamento e non subito dopo l’aggressione. Le sue mani hanno artigliato il terreno in un’ultima, dolorosa contrazione. La presenza di aghi e di terriccio scuro confermerebbero che Melania Rea è stata uccisa accanto al chiosco della pineta di Ripe di Civitella, lo stesso posto dove una decina di giorni prima si era appartata con il marito. Secondo gli investigatori il suo assassino ha avuto anche la possibilità di lavare il sangue di cui si era macchiato. A pochi metri dal chiosco c’è infatti una fontana, ora sotto esame degli specialisti della scientifica.

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