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Italia

Melania, il marito rivela: sesso in quel bosco

Di Redazione28 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il bosco in cui è sta uccisa Melania Rea

Il bosco in cui è sta uccisa Melania Rea

TERAMO — Melania non aveva alcuna “doppia vita” ma qualcuno, almeno due persone, avevano messo gli occhi su di lei. Nuovi elementi emergono dalle indagini sull’omicidio di Carmela Melania Rea, la ragazza scomparsa ad Ascoli Piceno e assassinata in un bosco del Teramano, in cui sono sospettate, anche se non indagate, tre persone fra cui il marito della donna.

Al momento, dicono gli inquirenti, non ci sono elementi che fanno pensare ad una doppia vita di Melania. Ma due persone, a Folignano, non le toglievano gli occhi di dosso. Uomini per i quali la bella mamma era diventata un chiodo fisso. Gli inquirenti ormai non hanno dubbi: si tratta di un delitto passionale e l’assassino è da cercare tra le duemila persone che abitano il piccolo paese che si trova tra i boschi.

Lì si conoscono tutti. Melania, alta e slanciata, non passava inosservata. Lei e il marito erano arrivati tre anni fa. E da tempo, per almeno due persone, la ragazza era diventata una preda. A Carnevale, uno dei corteggiatori, si sarebbe spinto oltre, allungando anche una carezza molto sospetta verso la donna. Il procuratore capo di Ascoli, Michele Renzo ha confermato che per ora il delitto resta senza indagati, ma che ci sono pochi dubbi che si tratti di un delitto passionale.

Due nomi sotto osservazione. Due uomini che abitano in paese e che il giorno della scomparsa della donna a Colle San Marco hanno partecipato alle ricerche attivamente: fin troppo, tanto da attirare l’attenzione degli investigatori.

Intanto spunta un altro particolare importante. Il marito della donna ha ammesso ai carabinieri di essere già stato in quel bosco con la moglie, circa 10 giorni prima del delitto, ad amoreggiare con Melania. “E’ vero – ha detto Salvatore ad un amico agente della polizia penitanziaria -, io e Melania eravamo andati a Ripe di Civitella (dove è stato trovato mercoledì scorso il cadavere, ndr), una decina di giorni fa. Con noi c’era anche la bambina che dormiva. L’abbiamo lasciata sull’auto e ci siamo appartati per amoreggiare”.

Resta dunque sotto i riflettori la posizione del marito, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi. Oltre agli abiti che indossava quel giorno è stata controllata la sua auto. La sua ultima dichiarazione infatti appare molto importante agli investigatori, perché potrebbe spiegare la scoperta di eventuali tracce biologiche del marito della vittima accanto al chiosco della pineta.

La ragazza ha lottato a lungo prima di morire dissanguata. I segni delle coltellate trovati sulla parete dello chalet sono più di una ventina e sono stati volutamente sferrati dall’aggressore per “costringere Melania a fare qualcosa che non voleva”.

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