iscrizionenewslettergif
incubatore-728x90gif
Editoriali Politica

Scotti: bassa affluenza mina vagante per il centrodestra

Di Redazione27 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Carlo Scotti Foglieni

Carlo Scotti Foglieni

Con le ultime stime e sondaggi che danno l’affluenza al voto intorno al 74 per cento, lo spettro di una mancata tenuta del centrodestra alle prossime elezioni amministrative si fa sempre più forte.

Le amministrative non saranno un reale banco di prova per le politiche. L’elettorato, per questa tornata guarderà sempre più alle persone e sempre meno ai programmi. L’italiano medio, sfinito da questa interminabile crisi economica, trasformatasi in crisi sociale, aggravata dallo sfaldamento progressivo del “sistema famiglia” che da sempre in Italia garantisce una tenuta nei momenti più bui, senza più riferimenti etici e in più spaventato dalla nuova imponente ondata migratoria, per queste elezioni, avendone la possibilità, guarderà ai candidati.

Così come non giova a nessuno il clima di zuffa continua, alimentato da tutte le parti politiche, che trasforma il governo delle scelte sociali in una specie di tifoseria da stadio, ma che non offre soluzioni: solo battute che sembrano intelligenti immagino solo a chi le pronuncia. Penso ad esempio a Bersani che, di fronte alla proposta di manovra Tremonti in corso, si diverte a definirla “acqua fresca”, senza peraltro spiegare a nessuno quali dovrebbero essere i correttivi secondo loro. E non a caso incassa un 6 per cento di fiducia da parte degli italiani.

Tuttavia la confusione e la disaffezione finiscono per danneggiare prevalentemente il centrodestra. E ciò per via della differente mentalità ed approccio al voto che esiste tra i due tipi di elettorato quello “democratico” e quello “comunista”. L’elettore “comunista” si lamenta, organizza manifestazioni spontanee, girotondi o altro, magari si sposta dal Pd a Vendola, ma va a votare comunque, garantendo quel 32-33 per cento di zoccolo duro che in caso di scarsa affluenza ha consentito ad un’area che in questo Paese non è mai stata maggioritaria di ottenere una maggioranza parlamentare, non rappresentativa del popolo italiano.

L’elettore “democratico” al contrario, nel momento in cui è sfiduciato, stanco o peggio, non si reca alle urne. Non a caso nei sondaggi il testa a testa tra centrosinistra e centrodestra si realizza immancabilmente quando l’affluenza attesa è inferiore all’80 per cento.

E’ una ricetta che il centrosinistra sembra avere digerito bene, insieme a certi magistrati che non a caso avviano le indagini o i processi sotto elezioni, trascinando nel gorgo del caos mediatico un’intera categoria che, al contrario, serve con devozione e abnegazione il popolo, se necessario anche a costo della vita. Quello che sorprende è, al contrario, il fatto che a questo gioco si presti anche il centrodestra “suicidando” per questa via il proprio consenso.

L’elettorato di centrodestra chiede risposte chiare, nette, rapide. Odia la polemica e preferisce vedere i propri rappresentanti al lavoro per il bene del Paese. Altrimenti accade quello che sta accadendo adesso: affluenza prevista 74, centrosinistra prossimo al sorpasso nei sondaggi. E di nuovo il rischio di un governo rappresentativo solo di una minoranza, ancorché compatta, del Paese, e per questo lontano dalle esigenze della maggioranza reale e silenziosa.

Carlo Scotti Foglieni

Via al tarocco: il candidato della Lega e il fantasma di Photoshop

Il palese tarocco: dietro al candidato sindaco e prima del candidato consigliere appare un "fantasma". Clicca per ingrandire PONTE SAN PIETRO -- Se dopo il caschetto da operaio del candidato Iencarelli pensavate di ...

Sorte su Treviglio: la “Stalingrado” bergamasca cadrà

Alessandro Sorte, vicecapogruppo Pdl in consiglio provinciale BERGAMO -- "Il 15 e 16 maggio l'ultimo paese governato dal centrosinistra, superiore ai 15mila ...