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Editoriali

Livorno e Portogruaro: Atalanta, due partite per la A

Di Redazione24 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Percassi

Antonio Percassi

BERGAMO – Pasqua felice per gli appassionati nerazzurri. Il pareggio conquistato a Crotone, combinato alle sconfitte di Novara (prevedibile) e Siena (incredibile) ha prodotto lo stesso risultato che si ottiene amalgamando al meglio savoiardi, caffè, mascarpone, uova, zucchero e cacao durante la preparazione del tiramisù: un dolce perfetto.

Già, perchè certe gare e le difficoltà contingenti non le valuti al meglio fino a quando non le vivi e la trasferta allo Scida, ora che è passata, può essere ben inquadrata: quando spingono, i tifosi calabresi, fanno la differenza. Non dico come i bergamaschi nel fortino del Comunale, ma viverli da vicino è decisamente pesante perchè si sentono, si vedono e ti condizionano.

L’Atalanta ha giocato una buona gara, sicuramente più interessante rispetto a quelle di Ascoli e Padova e in linea con quella di Modena confermando un trend che è molto positivo in tutto il campionato: dopo una sconfitta è sempre arrivata una bella risposta. Sicuramente dal punto di vista caratteriale ma pure sul piano tecnico-tattico.

Ora, con 11 punti di vantaggio sulle terze ed uno solo di ritardo dal Siena bisogna capire quando arriverà la A matematica e quando il primo posto. Per la promozione preparatevi alla festa: tra Livorno (in trasferta) e Portogruaro in casa sarà tutto apposto.

La sfida sul campo dei labronici è determinate, con un risultato positivo si aspetteranno Novara – Siena e Varese – Padova per capirne di più ma è indubbio che il calendario sorride: anche con due successi interni, il gap rimarrebbe almeno a quota 9 e sabato 7 maggio si giocano Atalanta – Portogruaro (con Doni, Padoin e lo stadio di Bergamo che sarà una bolgia infernale), Crotone – Novara e Reggina – Varese. Tenetevi liberi, ci sarà l’Unico Obiettivo da festeggiare.

Per il primo posto poi, è indubbio che il successo a Siena del Portogruaro è pesantissimo ma giova ricordare che ora la banda Conte avrà in rapida successione Novara fuori, Torino in casa, Ascoli fuori, Varese in casa e Albinoleffe a Bergamo. Niente tabelle, basta un minimo di buon senso.

Sogni di gloria e pronostici di vittoria a parte, diamo un piccolo sguardo al futuro. E cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul prossimo allenatore. Domanda: basta un avvistamento di Luigi Del Neri a Bergamo per scatenare la ridda di voci sul suo ritorno? Possibile che si sia persa la buona abitudine di informarsi prima di sparare notizie a livello nazionale?

Mettiamo un po’ d’ordine. Punto primo: Del Neri, il suo secondo Conti e il preparatore atletico De Bellis sono amici della Giuliana, la simpatica titolare della Trattoria D’Ambrosio in via Broseta. Lo sono a tal punto che quando il locale fu riaperto dopo la malattia che colpì la Giuliana, loro vollero esserci: ci sono foto e qualche centinaio di ultras presenti all’esterno della trattoria che possono confermarlo. Spesso, anzi spessissimo, i tre dello staff tecnico juventino tornano in città per una mangiata veloce ma nessuno ne ha mai dato notizia fino ad oggi, quando il momento dei bianconeri è difficile.

Punto secondo, le trattative si fanno al telefono o in posti appartati. A Bergamo, per inciso, ci sono almeno altri due locali dove è molto facile che si scriva la prossima storia atalantina. E la Trattoria D’Ambrosio non è uno di questi.

Punto terzo, l’opportunità. Vi pare possibile che Percassi, Spagnolo, Zamagna e Corti si mettano a fare sondaggi pubblici, riunioni plenarie e accordi per il futuro con l’Unico Obiettivo ancora da raggiungere? Non scherziamo, siamo seri. E stiamo alla realtà dei fatti: le loro riunioni sono costanti, è normale. Ma fino a quando rimarrà il dubbio, anche minimo, nessuna decisione verrà presa. In alcun senso.

Colantuono ha un contratto ed è reduce da una stagione molto positiva. Il suo lavoro può piacere oppure no ed è proprio per questo che le richieste per andare altrove possono arrivare. L’Atalanta non finisce il 29 maggio ma deve guardare avanti e c’è un progetto importante che vuole portare il sodalizio orobico a vivere stagioni come quella di realtà simili che sognano. Ad esempio l’Udinese. Ed i suoi dirigenti, anche se Colantono ha un contratto che tutti intendono rispettare, è normale che valutino se il mister è l’uomo adatto per guardare avanti. Se il suo operato in serie A può portare vantaggi sostanziali nella gestione del gruppo e dei punti (siamo a 202 in 3 stagioni, numeri straordinari) o ancora se bisogna cambiare a fine campionato perchè serve un altro tipo di lavoro.

Non c’è una verità, esistono solo valutazioni legittime che sia il mister (il cui contatto con Percassi è costante, anche a Crotone prima delle interviste del dopo gara i due parlavano a pochi metri dallo spogliatoio) che i dirigenti possono e devono fare. Quest’anno era importante la promozione, magari a discapito della valorizzazione completa di tutti i giovani in rosa: qualcuno è esploso, altri sono solo cresciuti e altri ancora hanno deluso.

Oggi, Colantuono continua ad essere la miglior soluzione per l’immediato futuro dell’Atalanta: ne sono convinto e i numeri lo confermano. Domani, chissà.

Ancora un paio di partite e poi tutto diventerà più chiaro. Perchè fino a quando la matematica non ti assiste è normale ricondurre tutti alla stretta attualità. Una cosa è certa: i grandi progetti non nascono in due giorni, realtà solide e consolidate si costruiscono pezzo dopo pezzo cercando di scegliere il meglio in ogni reparto: pazienza, amici atalantini, serve soltanto un po’ di pazienza.

Fabio Gennari

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