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Trentacinque coltellate: così è stata assassinata Carmela Rea

Di Redazione22 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Carmela "Melania" Rea

Carmela "Melania" Rea

ASCOLI PICENO — Cominciano ad affiorare elementi importanti sull’omicidio di Carmela ‘Melania’ Rea, la giovane madre trovata morta ieri in un’area picnic di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). Si parte da tre certezze: 35 coltellate inferte con furia; un procedimento aperto contro ignoti per omicidio; un unico testimone della scomparsa, il marito: Salvatore Parolisi, caporalmaggiore e istruttore presso il 235eimo reggimento Piceno.

L’esame autoptico ha stabilito il numero delle coltellate “inferte con impeto, senza premeditazione” nel periodo di tempo tra le 24 del 18 aprile e le 3 del 19. Quindi, 9-12 ore dopo la denuncia della scomparsa.

Il delitto sarebbe stato commesso in un luogo diverso da quello in cui è stato trovato il corpo, un’area picnic in un bosco di Ripa di Civitella del Tronto, vicino a un’area di esercitazione militare, a 18 chilometri dal pianale di Colle San Marco, vicino ad Ascoli Piceno dove la coppia, con la figlia di 18 mesi, era andata lunedì per una scampagnata.

I familiari non riescono a spiegarsi quello che è accaduto. Può darsi che la donna sia stata narcotizzata, almeno a giudicare dalla siringa, ancora con un po’ di liquido, trovatale infissa in un seno. La sostanza sarà esaminata, così come il taglio sulla coscia destra, somigliante a una svastica. Quest’ultimo ha indotto il Gruppo antinazista EveryOne, a ipotizzare un orrido culto nostalgico, ricordando che il giorno di ritrovamento del corpo era il 20 aprile, anniversario della nascita di Hitler. Ipotesi fantasiosa, una delle tante prese in considerazione.

Colpisce anche la coincidenza che Carmela Rea sia scomparsa vicino dal Bosco dell’Impero dove il 5 gennaio scorso fu rinvenuto il cadavere mutilato di Rossella Goffo, la funzionaria della Prefettura di Ancona scomparsa il 4 maggio 2010, bruna e con i capelli lunghi come Carmela-Melania. Per questo delitto c’é un indagato per omicidio: l’ operatore della questura di Ascoli ora distaccato a Teramo, Alvaro Binni, che, però si proclama innocente.

Troppo presto per parlare di serial killer. L’impeto delle coltellate farebbe pensare a un gesto passionale, come a voler punire la vittima: “Carmela era bella, troppo bella – dicono le sue vicine di casa – sembrava un’attrice”. Sul suo corpo, comunque, non è stato trovato alcun segno di violenza sessuale.

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