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Bergamo

Share Everest: la scienza italiana (e bergamasca) torna sul Tetto del mondo

Di Redazione20 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il ministro Gelmini con Da Polenza e gli uomini della spedizione

Il ministro Gelmini con Da Polenza e gli uomini della spedizione

BERGAMO — C’è molto di bergamasco nella nuova impresa scientifico alpinistica che gli italiani cercheranno di realizzare sull’Everest il prossimo aprile. C’è tutta la competenza di Agostino Da Polenza e del suo Comitato EvK2Cnr che ha sede in via San Bernardino. C’è l’appoggio del ministro della Ricerca scientifica Mariastella Gelmini (che abita a Bergamo Alta ed è sposata con l’immobiliarista orobico Giorgio Patelli). E c’è tutta la tenacia di un gruppo di lavoro che non ha eguali al mondo e che tornerà a salire fino ad 8000 metri sull’Everest, per ripristinare la stazione meteorologica già installata a Colle Sud nel 2008.

La stazione è la punta di diamante del progetto di monitoraggio climatico ambientale internazionale Share (Stations at High Altitude for Research on the Environment), la Aws South Col è la prima della storia ad effettuare misure meteorologiche continue da terra a quella quota. La missione, che si svolgerà in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Cnr, è stata presentata oggi 20 aprile con una conferenza stampa a Roma, dove il ministro Gelmini si è detto orgoglioso di progetti come Share, che porterà di nuovo l’eccellenza italiana nella ricerca scientifica d’alta quota sulla montagna più alta del mondo nell’anno del 150esimo anniversario dell’unità nazionale.

La missione a Colle Sud partirà il 22 aprile dall’Italia e rientrerà ai primi di giugno. A capo della spedizione ci sarà Agostino Da Polenza, presidente del Comitato EvK2Cnr, che coordinerà i lavori dal Laboratorio Osservatorio Piramide, installato a 5.050 metri di quota sulle pendici dell’Everest. Sul campo opereranno gli Gianpietro Verza (responsabile delle stazioni di monitoraggio del Comitato EvK2Cnr) e gli alpinisti Daniele Bernasconi, 39 anni, presidente dei Ragni di Lecco, e Daniele Nardi, 35 anni, di Sezze (LT). A loro il compito di lavorare a quota 8000 per ripristinare la stazione, e di raccontare la missione con immagini e fotografie. La supervisione scientifica è di Paolo Bonasoni dell’Isac-Cnr (coordinatore del progetto Share) ed Elisa Vuillermoz (responsabile dei progetti ambientali del Comitato EvK2CNR).
La conferenza stampa di oggi è stata aperta da Agostino Da Polenza, presidente Comitato EvK2Cnr, che ha presentato la spedizione, seguito da Enrico Brugnoli, Direttore Dipartimento Terra e Ambiente del Cnr, che ha parlato del monitoraggio ambientale in alta quota, un’eccellenza della ricerca italiana a livello globale. Paolo Bonasoni ha introdotto il progetto Share e aperto un collegamento in diretta con il Laboratorio Piramide, a 5.050 metri in Nepal, dove si trova Giampietro Verza con un gruppo di ricercatori Share.

“Voi raggiungete punte di eccellenza non soltanto perché siete ad una così alta quota – ha detto la Gelmini in collegamento con la Piramide – ma perché i risultati che siete in grado di produrre sono di assoluta eccellenza. Siamo orgogliosi di voi, perché state portando a livello internazionale l’expertise scientifica italiana in tutto il mondo”. Il Ministro, dopo essersi complimentato con Verza e con il team EvK2Cnr, ha chiesto ad Angela Marinoni, ricercatrice dell’Isac Cnr per il progetto Share, come si trascorre il tempo a 5000 m di quota. “Annoiarsi è veramente impossibile – ha risposto la Marinoni – il lavoro è tanto e intenso, le giornate sono piene con il lavoro di monitoraggio, check e calibrazione di strumenti che sono molto delicati”.

“Complimenti davvero per questa iniziativa – ha detto ancora il ministro – l’Italia è orgogliosa di poter essere rappresentata da questo progetto che nasce in Italia, ma che coinvolge enti e università internazionali, fa sistema con loro e produce ricadute concrete anche sul nostro territorio. E’ un progetto che ci consente di fare buona mostra delle nostre tecnologie. Vedervi dall’Everest con alle spalle la bandiera italiana, è motivo di orgoglio”.

“Ieri è stato presentato il Piano Nazionale di Ricerca – ha concluso la Gelmini – strumento orientativo del fare ricerca che non poteva non includere in qualche modo il progetto SHARE capace di fare sistema a livello internazionale e di provare come questo paese riesca avere talenti eccezionali. Quindi io come ministro non posso che esservi grata per la vostra dedizione e passione. Share è un gioiello per la ricerca, e la ricerca deve avere più spazio sui media” .

Ma quale sarà in concreto, l’obiettivo della missione Share Everest 2011? “La missione installerà nuovamente i sensori meteo a Colle Sud – spiega Paolo Bonasoni dell’Isac Cnr, responsabile del progetto Share – dove avevamo già eseguito test per alcuni mesi durante il 2008. E’ una stazione unica, vista la quota di 8000 metri a cui viene installata, ed è particolarmente importante perché sarà in grado di acquisire informazioni continuative che renderanno possibili analisi dirette e confronti con altre elaborazioni. Queste misure a Colle Sud possono tra l’altro fornire informazioni circa la presenza sull’area Himalayana di un’intensa corrente atmosferica occidentale (Sub-tropical Jet Stream) la cui variabilità annuale è usata come indicatore dell’avvio e della fine della circolazione monsonica estiva. Inoltre questa corrente influenza episodi di trasporto di masse d’aria stratosferiche nella troposfera, come mostrato dalle analisi condotte anche ad NCO-P. Colle Sud è al tempo stesso diventa il punto finale di una serie di misure che vengono eseguite nella Valle del Khumbu a partire da Lukla, 2500 metri e altre 7 postazioni di misura, passando per la Piramide, con l’osservatorio NCO-P. Proprio il Nepal Climate Observatory – Pyramid, ha ottenuto lo scorso anno il ruolo di stazione globale del programma Global Atmosphere Watch (GAW) del World Meteorological Organization (WMO) diventando così il 33° punto ‘focale’ di monitoraggio della composizione dell’atmosfera terrestre: il più elevato di questa rete e la prima italiana, seppure al di fuori del territorio nazionale, che ottiene questo prestigioso riconoscimento”.

Grazie all’integrazione tra le informazioni provenienti da Colle Sud e quelle prodotte della rete di stazioni Share nella Valle del Khumbu, il progetto Share contribuisce concretamente al miglioramento degli studi sulla circolazione atmosferica a livello mondiale.

Il ripristino delle osservazioni a Colle Sud avverrà attraverso l’installazione di una stazione che fornirà dati meteorologici dal Tetto del mondo in tempo reale, creando un flusso di dati continuo e unico al mondo, di importanza prioritaria per una migliore caratterizzazione del clima Himalayano. La stazione di Colle Sud sarà equipaggiata con nuovi sensori tecnologicamente avanzati per le misure di temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, mentre per le misure di pressione e radiazione verranno utilizzati gli stessi sensori della precedente installazione. Verranno ottimizzati i sistemi di supporto e di alimentazione, mentre il sistema di trasmissione verrà analogamente ripristinato, visto il buon funzionamento nella precedente campagna di test.

Tra i risultati più sorprendenti emersi nei primi 5 anni di studio del progetto Share ci sono livelli di inquinanti in concentrazioni tipiche degli ambienti urbani, rilevati a 5.079 metri, presso la stazione del Nepal Climate Observatory-Pyramid, e le elevate temperature agli 8000 metri di Colle Sud che, l’installazione di strumentazione più avanzata rispetto a quella del 2008, permetterà di indagare in modo più accurato. Sono risultati preoccupanti sullo stato del clima tra le vette dell’Himalaya, anche perché la deposizione di alcuni di questi inquinanti sui ghiacciai himalayani può favorire un significativo aumento del loro naturale scioglimento.

In questi giorni, i ricercatori di EvK2Cnr, del Cnr-Isac e del Cnrs-Lgge stanno compiendo una campagna in Himalaya per la calibrazione, verifica e messa a punto degli strumenti installati a NCO-P nel 2006 e delle stazioni meteo lungo la valle del Khumbu e al Laboratorio Piramide. Da un’analisi preliminare delle osservazioni eseguite a NCO-P in questo periodo si può ipotizzare che per la prima volta dall’avvio di queste misure il contributo diretto dell’Atmospheric Brown CLoud sembra essere meno evidente rispetto gli anni precedenti, almeno fino ad ora, indicando una possibile variabilità interannuale che andrà adeguatamente investigata.

A breve anche nuove osservazioni atmosferiche prenderanno il via all’Osservatorio Piramide; sono quelle relative al monitoraggio del mercurio che verranno effettuate in collaborazione con l’Istituto di Inquinamento Atmosferico del Cnr.

Il monitoraggio del mercurio che verrà eseguito presso Nepal Climate Observatory – Pyramid, oltre a rappresentare il punto più elevato delle misure climatiche, fornirà un contributo molto importante allo studio dei processi che influenzano le dinamiche del mercurio a scala globale e quindi a definire il suo impatto sugli ecosistemi acquatici e terrestri. Questi studi andranno ad inserirsi nel progetto europeo Gmos – Global Mercury Observation System che ha tra i suoi obiettivi proprio la creazione di un sistema di osservazione globale per monitorare l’andamento dell’inquinamento atmosferico da mercurio.

Il Comitato Evk2Cnr si occupa da oltre vent’anni di ricerca scientifica in alta quota e ha realizzato il progetto SHARE (Stations at High Altitude for Research on the Environment), una rete di osservatori per il monitoraggio climatico e ambientale in collaborazione con Unep, Wmo, Nasa, Esa e Iucn. La spedizione Share Everest 2011 sarà seguita sul campo dalla Rai con il giornalista Stefano Curone e da una troupe di Sky composta da Federico Leoni e Daniele Moretti.

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