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Isola

Yara, gruppo di marocchini sotto interrogatorio

Di Redazione18 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il cantiere di Mapello

Il cantiere di Mapello

BREMBATE SOPRA — Come da copione, è durata il tempo di una trasmissione televisiva, la pista dell’elettricista polacco “sospettato” dell’omicidio di Yara Gambirasio, rilanciata l’altra sera dalla trasmissione Mediaset “Quarto Grado”. Ma in realtà era tramontata, si scopre, già lo scorso novembre.

Secondo la trasmissione tv, le forze dell’ordine sarebbero state impegnate nelle ricerche di un elettricista polacco che ha lavorato nel “celebre” cantiere di Mapello, analizzato in lungo e in largo nella prima parte delle indagini. L’uomo, stando sempre a Quarto Grado, sarebbe improvvisamente partito la mattina del 27 novembre (giorno successivo alla scomparsa di Yara) dicendo che voleva tornare in patria e da allora nessuno aveva più trovato.

Gli investigatori hanno ora chiarito che le cose non stanno così. L’improvvisa partenza del polacco aveva sì insospettito i carabinieri. Ma il lavoratore era stato subito rintracciato e era stato chiarito che non aveva niente a che fare con la vicenda di Yara. Le verifiche avevano anche evidenziato che il suo cellulare, nelle ore della scomparsa della ragazzina, non era nemmeno nella zona di Brembate Sopra.

Ieri pomeriggio un gruppo di marocchini che gravita nella zona è stato interrogato a lungo in questura dagli uomini della Squadra mobile e dello Sco, il Servizio centrale operativo della polizia che indagano sul caso di Yara.

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