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Isola

E sul borgo del Monte Canto si scatena la battaglia

Di Redazione18 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Maurizio Martina, consigliere regionale del Pd

Maurizio Martina, consigliere regionale del Pd

PONTIDA — E’ arrivata dritta dritta in Regione la vicenda della demolizione del borgo del Monte Canto, sopra Pontinda. E da una questione ambientale e urbanistica, tutt’al più turistica, si è passati a una vera e propria battaglia politica. Tanto che i consiglieri regionali e provinciali del Pd si sono mobilitati per quella che considerano “un’offesa a tutto il territorio dell’Isola e della Val San Martino”.

“Demolire il borgo significa cancellare un pezzo di storia e di affetti degli abitanti di queste zone. Il coordinamento del Pd dell’Isola Bergamasca, con il consigliere regionale Maurizio Martina e il consigliere provinciale Matteo Rossi, esprimono la più ferma contrarietà alla demolizione del borgo, in quanto da un sopralluogo fatto le zone pericolanti sono solo delle piccole porzioni che potrebbero essere messe in sicurezza in altro modo”, sostengono i due autorevoli esponenti del Pd.

ll borgo del Monte Canto risale al XIV secolo. Oggi è ormai ridotto a un rudere, tanto che fin lassù arrivarono le ricerche della povera Yara Gambirasio. La Regione Lombardia ha stanziato 75 mila euro per demolirlo, visto che rappresenta un pericolo. Tuttavia l’area appartiene all’Ersaf, l’ente regionale per i servizi all’agricoltura ed alle foreste che l’acquisto per un milione di euro con l’intento di recuperarla e valorizzarla per il turismo e l’agricoltura. Cosa che non è mai avvenuta.

“Perché il sindaco di Pontida, nonché onorevole della Lega Nord, abbia fatto questa forzatura nei confronti della Regione Lombardia, costringendola a stanziare una somma di 75.000 euro per la messa in sicurezza. E’ utile ricordare che il sindaco Vanalli, nonostante l’impegno preso dal Comune di Pontida ad acquistare il borgo insieme agli altri comuni, non ha mai versato la propria quota, osteggiando il funzionamento del PLIS, senza mai dare una motivazione convincente. Ci chiediamo: perchè oggi questa ordinanza? Forse per spingere la Regione Lombardia a vendere ai privati, oltretutto senza più vincoli di conservazione del borgo?” dicono Martina e Rossi.

Martina chiede agli assessori bergamaschi del Pirellone Marcello Raimondi e Daniele Belotti – rispettivamente al Territorio e all’Ambiente – di intervenire per fermare l’abbattimento parziale del borgo storico del Monte Canto. Lo fa con una lettera urgente indirizzata ai due esponenti bergamaschi della Giunta Formigoni chiedendo un intervento immediato per scongiurare questa eventualità e un’audizione specifica in commissione regionale sia degli Enti Locali coinvolti che del Comitato Monte Canto e Bedesco che da anni lavora per la salvaguardia e lo sviluppo del Parco Locale. Al presidente Pirovano e all’assessore all’ambiente Romanò è invece indirizzata la lettera del consigliere Matteo Rossi in cui si chiede che la Provincia si faccia portavoce delle istanze del territorio.

“Le Amministrazioni comunali che nel 2004 hanno conferito a Regione Lombardia parte delle costruzioni del Borgo si aspettavano un aiuto concreto per la conservazione delle strutture e non certo l’arrivo delle ruspe per l’abbattimento” affermano Martina e Rossi. “Per mettere in sicurezza la zona sono possibili altri interventi-tampone di gran lunga meno radicali. Il Parco Locale del Monte Canto e Bedesco rimane una grande opportunità ma Regione Lombardia ora deve muoversi in modo propositivo, riunendo i Comuni interessati e sbloccando operativamente la situazione”.

Infine, il Pd dell’Isola chiede ai sindaci del Plis ed in particolare al sindaco di Carvico, comune capofila, di intervenire presso la Regione per far sospendere la demolizione per valutare insieme ai sindaci del Plis eventuali interventi alternativi.

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