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Bergamo

Scoperta frode da 52 milioni nel settore cosmetici e intimo

Di Redazione12 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Guardia di finanza

La Guardia di finanza

BERGAMO — Per gonfiare il giro d’affari e farsi garantire liquidità dalle banche e eludere il fisco compravano e vendevano fra di loro e più volte la stessa merce. La Guardia di finanza di Bergamo, in particolare il Nucleo di polizia tributaria, ha scoperto una frode da 52 milioni di euro.

L’indagine, denominata non a caso “Make up”, riguarda numerose imprese operanti nel settore della produzione e del commercio di cosmetici, biancheria intima e abbigliamento con noti marchi nazionali. Le Fiamme Gialle hanno accertato che dodici società, localizzate tra Bergamo, Milano, Pavia e Nola (Napoli), sono state utilizzate tra il 2005 ed il 2009 per realizzare l’ingente frode fiscale evadendo l’Iva per oltre 15 milioni.

Nove persone sono state denunciate a piede libero. Sarebbero responsabili a vario titolo di frode fiscale, mancato versamento dell’Iva, sottrazione fraudolenta dal pagamento delle imposte, reimpiego di capitali provenienti da illeciti, interposizione fraudolenta. I finanzieri hanno ottenuto il sequestro preventivo di quote di partecipazioni societarie per un valore complessivo di circa 3,6 milioni di euro.

Tra gli indagati risultano due dottori commercialisti con studio a Bergamo e Pavia, in qualità di rappresentanti legali di numerose società coinvolte, nonché il professionista nominato liquidatore di una delle principali società coinvolte.

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