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Editoriali

Il promoter Fontanella e la tentazione degli italiani

Di Redazione11 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Legge è uguale per tutti. Forse

La Legge è uguale per tutti. Forse

Luigi Fontanella ha preso i soldi ed è scappato. Un furto in piena regola, una truffa di cui ovviamente pagherà tutte le conseguenze. Non il é primo promoter finanziazio che si dilegua con il denaro dei clienti e, probabilmente, non sarà l’ultimo. La tentazione, si sa, fa l’uomo ladro. E in Italia di tentazioni e soprattutto di ladri ce ne sono parecchi, anche quando sono protetti dagli scudi di una legalità costruita ad arte.

Ventiquattro milioni di euro, diciamola tutta, farebbero gola a chiunque. Alzi la mano chi, davanti a un simile ben di Dio, non avrebbe la tentazione di darsi alla macchia, con buona pace del settimo comandamento. E’ come avere davanti il montepremi del Superenalotto e il miraggio di isole lontane, donne bellissime, e a quel paese capi e preoccupazioni di tutti i giorni. Difficile ritrarre la mano e non afferrarli, e chi vi dice il contrario mente.

Quando verrà preso, Fontanella, un italiano qualunque, un poveraccio un po’ furbetto che ha tentato il colpo della sua vita, prenderà giustamente diversi anni di carcere. E, ne siamo certi, sarà seppellito dal biasimo degli italiani, scandalizzati dal truffatore. Indignazione legittima, intendiamoci.

Eppure questo popolo, forte con i deboli e mellifluo con i forti, non ha dato segni d’indignazione alcuna, l’altro giorno al processo di Milano che vede protagonista il patron di Parmalat. Le ultime notizie dicono che le banche coinvolte nella maxitruffa a 80mila clienti, a cui è stata venduta carta straccia in cambio di denaro sonante, potrebbero anche non pagare. Come da copione. Forse è questa la vera riforma della Giustizia di cui avremmo estremamente bisogno.

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