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E gli svizzeri usano i droni per fermare i clandestini

Di Redazione8 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un drone in volo sul lago

Un drone in volo sul lago

LUGANO, Svizzera — Che la Svizzera sia un paese poco incline all’immigrazione clandestina è cosa nota. Ma che arrivassero a pattugliare i loro confini con la Lombardia attraverso droni dell’esercito non se l’aspettava nessuno. E invece nei prossimi giorni piccoli aerei senza pilota daranno la caccia, fotografica s’intende, agli immigrati che cercheranno di superare illegalmente la frontiera.

La polizia di frontiera ticinese è già in allarme. Negli ultimi giorni sono stati registrati un numero crescente di tentativi di passaggio del confine da parte dei tunisini arrivati a Lampedusa e fuggiti dai campi allestiti in Puglia. In tre giorni a Chiasso sono stati fermati 45 clandestini. Altri quattro passatori sono stati fermati dalla Polcantonale: dietro compenso avrebbero indicato agli africani i passaggi utilizzati un tempo dai contrabbandieri.

Ieri Berna ha concesso al canton Ticino un aumento di guardie di confine. Una ventina di uomini in più che si aggiungono alle 12 guardie di frontiera già in servizio da settimana scorsa come rinforzo a quelle regolari.

Inoltre, dicevamo, per sorvegliare la frontiera con la Lombardia sarà utilizzato un drone dell’esercito svizzero. Il piccolo aereo senza pilota sarà impiegato soprattutto durante le ore notturne, con l’obiettivo di individuare persone sospette e impedire l’immigrazione clandestina. Manco a dirlo, i clandestini trovati in territorio elvetico (extra Ue) verranno rispediti in Italia.

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