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I grandi fatti

Fukushima: radioattività abnorme nella carne. Coldiretti: importazioni nulle

Di Redazione1 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Scatole di cibo a Tokio

Scatole di cibo giapponese

La Tepco, la società che gestisce l’impianto nucleare di Fukushima, ha annunciato che sono stati trovati livelli abnormi di cesio radioattivo nella carne bovina proveniente dall’area di Fukushima. La radioattività ha raggiunto anche la falda che si trova sotto la centrale, contaminandola pesantemente.

Alti livelli di radioattività sono stati riscontrati nella falda freatica 15 metri sotto l’impianto di Fukushima. I livelli di iodio presenti sono 10mila volte superiori a quelli normali. Il terreno contaminato è stato riscontrato proprio sotto il reattore numero 1, ha reso noto la Tepco, ricordando che comunque materiale radioattivo nella falda era stato riscontrato anche subito dopo il terremoto dell’11 marzo.

Nel frattempo tracce anomale di radioattività sono state rilevate su Pechino e su alcune zone del nord e dell’ovest della Cina. Tuttavia “non c’è motivo di preoccuparsi”, ha subito rassicurato il ministero dell’Ambiente, “le tracce sono cosi’ minime che equivalgono a 1/1000 della quantita’ assorbita da una persona nel corso di volo di 2.000 chilometri”.

Nel frattempo, come misura di sicurezza, il governo di Pechino ha vietato l’importazione di prodotti alimentari dal Giappone e imposto severi controlli nei porti e aeroporti. Tracce “minuscole” di residui di materiali radioattivi provenienti dal Giappone sono state rilevate anche in Israele, senza però alcun rischio – ha assicurato Commissione per l’Energia Atomica del Giappone.

Livelli di radiazioni provenienti dal Giappone sono stati rilevati anche dalle stazioni di monitoraggio sulle coste messicane del Pacifico. Dopo le prime misure in California il 18 marzo, tracce di I-131 sono state rilevate in Europa a partire da metà della settimana scorsa. In Italia i primi dati relativi alla presenza di piccolissime quantita’ di I-131 in aria sono pervenuti lunedì 28 marzo dalla Rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale.

Intanto la Coldiretti ha precisato che le importazioni in Italia di carne bovina fresca, refrigerata o congelata dal Giappone, dove sono stati riscontrati livelli abnormi di cesio radioattivo nella produzione di manzo proveniente dall’area di Fukushima, sono nulle. Così come nulle sono le importazioni di derivati del latte come formaggi e latticini e di vegetali freschi a foglia larga particolarmente sensibili alla radioattività.

Nessun rischio quindi per gli italiani anche se la radioattività presente nella carne e nel latte conferma l’allarme per la contaminazione della catena alimentare a partire dall’alimentazione degli animali. In generale l’importazione di prodotti alimentari dal Giappone è praticamente trascurabile per un importo che – ricorda la Coldiretti – nel 2010 ha raggiunto solo i 13 milioni di euro, appena lo 0,03 per cento dell’import agroalimentare totale nazionale.

Dal Giappone arrivano soprattutto fiori e piante per un importo di circa 3 milioni di euro nel 2010 ed a seguire quantità marginali di semi oleosi (1,6 milioni), di bevande alcoliche (1,6 milioni), di oli vegetali (0,9 milioni), di prodotti dolciari (0,9 milioni), di pesce (0,7 milioni) e di thé (0,3 milioni).

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