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Politica

Pdl Treviglio: la candidatura Pezzoni e lo spettro di una sconfitta

Di Redazione31 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Treviglio

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TREVIGLIO — E’ una partita delicata, delicatissima quella che il Pdl sta giocando a Treviglio. La candidatura a sindaco della città della Bassa di Giuseppe Pezzoni, data per certa da tempo, potrebbe innescare reazioni difficilmente valutabili nell’elettorato, compreso quello della Lega che appoggerà lo stesso uomo.

Sono molte le incognite che pendono sullo scenario trevigliese e sulla scelta di candidare l’ex sindaco di Pagazzano e attuale presidente della Fondazione Mia. Intendiamoci, l’uomo è degnissimo. Ma il fatto che non sia di Treviglio e che le indicazioni da laggiù volessero tutt’altri candidati (sia per il Pdl, sia per la Lega), qualche preoccupazione politica a dire il vero la desta.

Il rischio, già individuato dai più attenti osservatori, è quello di una frammentazione del consenso del centrodestra, che potrebbe favorire le liste civiche oppure accordi sotterranei fra i diversi attori della politica locale, a scapito del candidato “imposto” dalle segreterie provinciali.

Non è un mistero che il Pdl di Treviglio la pensi in maniera diversa dalla segreteria provinciale e che, a Pezzoni, avrebbe preferito un altro candidato. Legittime erano le aspirazioni di Basilio Mangano. Altrettanto le ambizioni di Gianluca Pignatelli. Tutta gente del territorio. Gente che i voti li prende casa per casa, battaglia dopo battaglia in consiglio comunale. Stesso discorso vale per la Lega. Una parte dei lumbard trevigliesi aveva pronto da tempo un nome del territorio, molto diverso da quello deciso. Ora, se qualcuno di questi deciderà di correre da solo con il suo fardello di voti, in alcuni casi piuttosto consistenti, i nodi verranno al pettine.

Il problema, alla fine, è quello del doppio turno. A Treviglio, come in tutte le città sopra i 10mila abitanti, si vota con primo turno e ballottaggio. Lo scenario previsto è quello di Pezzoni vincente al primo turno, ma non con maggioranza assoluta. Il che apre scenari davvero inquietanti per il centrodestra al ballottaggio, visto che le liste civiche o le fronde sotterranee in quel caso saranno determinanti. Così come potrebbe essere determinante per Pdl e Lega un eventuale appoggio esterno dell’Udc. Pochi punti, per carità, ma quelli che servono per battere una coalizione formata dal centrosinistra (ancora forte da quelle parti), eventuali liste civiche e quant’altro. Solo che l’appoggio dell’Udc porterebbe ad un altro paradosso: la Lega costretta all’alleanza con i centristi di Casini in terra Bergamasca. Una sconfitta politica difficilmente digeribile per i lumbard.

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