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Aeroporto: battaglia “sommersa” per la presidenza

Di Redazione30 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'aeroporto di Bergamo

L'aeroporto di Bergamo

BERGAMO — La partita sull’aeroporto si fa sempre più complessa. E non potrebbe essere altrimenti visto il numero e la caratura dei protagonisti in campo. E mentre si discute sulla possibilità di una holding con Sea, che va decisa nel giro di poco tempo dal momento che l’ente aeroportuale milanese deve sbarcare in Borsa il prossimo autunno, nei corridoi del potere bergamasco si parla soprattutto del nuovo presidente della Sacbo, la società di gestione dello scalo di Orio.

Non è un mistero che Ubi Banca di Emilio Zanetti, uno degli azionisti privati della Sacbo, gradisca alla guida dell’aeroporto del futuro Mario Ratti. Una scelta di continuità gestionale, visto che Ratti è l’attuale presidente e che, di fatto, lascerebbe inalterato lo status quo dell’ente aeroportuale. Il nome di Ratti, qualunque cosa accada con Sea, pare gradito anche ad altri grandi azionisti bergamaschi, a partire del Comune di Bergamo. Secondo indiscrezioni, il sindaco Tentorio non disdegnerebbe affatto un “Ratti bis” a Orio al Serio, dal momento che l’ex presidente dell’Unione Industriali gode di buone capacità manageriali e di mediazione politica. Il paradosso è che Ratti avrebbe dovuto essere lo sfidante di Tentorio nella corsa a Palazzo Frizzoni. Ricorderete che l’ex numero uno di Confindustria Bergamo fu per mesi il papabile candidato sindaco del centrosinistra, prima di lasciare il campo libero a Bruni e trasferirsi ad Orio.

Il nome di Ratti per un bis alla Sacbo è arrivato, ovviamente, anche sul tavolo del coordinatore provinciale del Popolo della Libertà Carlo Saffioti. Ebbene, Saffioti, grossomodo per gli stessi motivi graditi a Tentorio, non avrebbe mostrato contrarietà sostanziali. Soprattutto se nel giro di valzer dentro il consiglio d’amministrazione della Sacbo dovesse trovare posto anche Gianni D’Aloia, uomo di punta del Pdl cittadino. Il problema è che una parte consistente del Popolo della Libertà bergamasco guarda altrove e vede in Marco Pagnoncelli l’uomo giusto per guidare l’aeroporto. Pagnocelli d’altronde, oltre ad essere il delegato di Formigoni, siede anche nel consiglio d’amministrazione di Sea ed è sostenuto dai “nuovi” poteri forti bergamaschi, che si contrappongono ai “vecchi” e guardano oltre i confini bergamaschi, in direzione Milano.

Per mantenere comunque continuità con la precedente gestione, Pagnoncelli guarda con attenzione al ruolo di Renato Ravasio, attuale consigliere d’amministrazione con delega speciale della Provincia, ricevuta all’epoca da Bettoni. Il nome di Ravasio, manager che pare aver lavorato egregiamente al piano di rilancio della Sacbo, sarebbe gradito anche a Sea. In quel ruolo, però, la Lega, che oggi comanda in via Tasso, preme per avere un uomo rappresentativo dell’attuale amministrazione provinciale. In corsa ci sarebbe addirittura un assessore. Tuttavia c’è una questione da anteporre: quella della compatibilità. Ovvero, può un assessore provinciale sedere nel cda di un’azienda come la Sacbo oppure deve dare le dimissioni dal suo ruolo politico? Nei prossimi giorni l’ardua sentenza, procedurale e soprattutto politica.

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