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Economia

Rincari benzina: allarme degli autotrasportatori

Di Redazione28 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I rincari della benzina

I rincari della benzina

BERGAMO — Nuova emergenza nel settore degli autotrasporti. Le tensioni sui mercati energetici legati alle recenti turbolenze nei paesi del Mediterraneo, hanno determinato un’impennata record dei prezzi delle materie prime e, tra questi, del carburante: il prezzo della benzina a febbraio ha registrato infatti un tasso di crescita tendenziale dell’11,8 per cento, mentre quello del gasolio è arrivato ad un incremento su base annua del 18 per cento. A soffrire di più sono le imprese di autotrasporto che, tra gennaio 2009 e gennaio 2011, hanno visto il costo del gasolio per autotrazione aumentare addirittura del 51,5 per cento.

Come mette in luce una recente analisi di Confartigianato, questa infiammata dei prezzi sta erodendo i margini di guadagno delle imprese artigiane alcune delle quali lamentano di lavorare in perdita. Una situazione divenuta insostenibile per un settore che rischia la paralisi, come sottolinea il capo Area Trasporti dell’Associazione Artigiani e presidente regionale Trasporti Confartigianato Dario Mongodi che lancia l’ennesimo grido d’allarme: “Alla variabile internazionale – spiega – si aggiunge quella speculativa dei mercati finanziari, ancora più grave e già denunciata da Unatras (l’associazione che raggruppa le maggiori single del settore autotrasporto, tra cui Confartigianato, ndr). La situazione è drammatica perché qualcuno, furbescamente, approfittando di una situazione tragica sta speculando sul prezzo del petrolio, e a pagarne le conseguenze finiamo con l’essere sempre noi, ultimo anello della catena. Invece, spesso e volentieri chi lamenta il rincaro dei prezzi delle materie prime e dei beni di consumo, addossa buona parte della responsabilità agli aumenti delle spese per il trasporto. Ma quali aumenti? La realtà è che noi autotrasportatori siamo le prime vittime dei rincari dei costi del carburante, costi che siamo costretti a sostenere senza poterli riversare sui nostri clienti, per non uscire dal mercato. Non dico che lavoriamo in perdita, ma poco ci manca.”

Mongodi evidenzia anche come la tassazione nazionale dei carburanti sia una delle più pesanti in Europa per le imprese e i cittadini auspicando un intervento immediato del governo. “Siamo stanchi di pagare i carburanti più cari che nel resto d’Europa. Questo è uno dei fattori che, insieme ad altri, come per esempio l’abusivismo, rende le nostre aziende poco competitive –sottolinea Mongodi -. Chiediamo che il governo non vanifichi quanto di buono fatto per il settore con le misure contenute nel Milleproroghe e si attivi, come peraltro già fatto in passato, intervenendo sulle accise per diminuire sul breve periodo il prezzo al litro del carburante, anziché aumentarlo per recuperare risorse da impiegare altrove, come invece mostrano i provvedimenti degli ultimi giorni”.

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