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Editoriali

Mister, è il momento di cambiare: l’Atalanta deve capire

Di Redazione27 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Guido Marilungo

Guido Marilungo

BERGAMO – Dettagli? Macchè, importantissime verità. Padova – Atalanta, sedicesimo risultato utile consecutivo della truppa nerazzurra, ha regalato tantissimi spunti di riflessione. Più di quanto l’1-1 possa far immaginare. Più di quanto la sconfitta (e la crisi) del Novara terzo in classifica riesca a far comprendere.

Iniziamo dagli episodi, aribitrali, che sono stati palesemente sfavorevoli all’Atalanta. Perchè bisogna avere il coraggio di scrivere e di commentare i direttori di gara anche quando sbagliano. E se Baracani avesse fatto le cose per bene, i nerazzurri sarebbero arrivati al riposo con un vantaggio più ampio. A cosa mi riferisco? Semplice. Minuto 18’: Tiribocchi serve Ruopolo sulla corsa, l’ariete campano controlla di testa e viene travolto dentro l’area da Cesar che lo sbilancia addosso a Renzetti e gli impedisce di continuare l’azione verso il 2-0. Rigore netto, nessun fischio dell’arbitro.

Minuto 28’, assist di Delvecchio per il taglio di Tiribocchi che si presenta solo davanti al portiere del Padova Cano ma viene fermato dalla bandierina dell’assistente: fuorigioco inesistente, l’attaccante romano è tenuto in gioco da un difensore al suo fianco. Non a 30 metri, al suo fianco.

Minuto 43’, ultimo episodio pesante per i nerazzurri. Apertura di Tiribocchi su Ferreira Pinto in contropiede, Ruopolo al centro è in off-side ma non prende parte alla manovra. Lo stesso assistente che ha bloccato il Tir si ripete sul brasiliano della Dea ma ancora una volta la decisione è sbagliata.

Il Padova ha trovato il pari, nella ripresa la Dea si è abbassata troppo e il risultato alla fine è giusto (alla luce degli episodi del primo tempo, dire che la squadra di Dal Canto meritava di vincere perchè De Paula ha creato un paio di scompigli è eccessivo) ma sono le prestazioni di alcuni singoli che devono far riflettere in prospettiva futura.

Mancano 9 partite, possibile che con la serie A praticamente in tasca Bonaventura, Basha, Pettinari e Marilungo non possano essere in alcun modo protagonisti?

Mi spiego meglio. Del Novara visto contro l’Albinoleffe, sarebbe folle aver paura. Qui si tratta solo di capire se si vince il campionato oppure se la spunterà il Siena ma sulla promozione (9 punti di vantaggio con 27 ancora a disposizione, un calendario in discesa e una solidità granitica) non ci sono più dubbi. Non è meglio testare sul campo per un buon numero di partite quei ragazzi che sono arrivati nel mercato di giugno e di gennaio per vedere se nel gruppo della serie A possono starci?

Se in difesa bene o male è tutto più o meno chiaro, sarebbe curioso vedere con continuità Bonaventura (al posto di Doni), Basha (al posto di Carmona) e magari Pettinari in alternativa al talentino marchigiano. Sulla destra Ferreira Pinto potrà darsi continuità (ma lì si può muovere anche Pettinari) e tornare pienamente sui suoi livelli, non dimentichiamo che l’anno prossimo arriva pure Schelotto e quindi a destra c’è abbondanza.

Di Padoin, Delvecchio, Carmona e Doni conosciamo sia il valore che l’effettiva fruibilità nella massima serie, aziendalmente parlando sarebbe molto importante valutare sul campo gli altri del gruppo proprio per capire. Lo stesso discorso vale per Ceravolo e Madonna, per Troest e per Bjelanovic ma età, investimenti e potenzialità impongono, a mio parere, un utilizzo costante dei ragazzi segnalati appena sopra.

Il discorso Marilungo, poi, è più diverso ancora. Ruopolo è ormai un punto fermo per questa squadra, il suo lavoro non lo può fare nessuno ma da qui alla fine sarebbe un delitto affiancargli solo e sempre Simone Tiribocchi. Con 9 gol all’attivo, il puntero romano è il capocannoniere della squadra ma non nascondiamoci: ci si aspettava ben altro. C’è stato un momento, durante Padova – Atalanta, in cui vederlo camminare con l’avversario in anticipo solo tre metri più in là ha stupito anche Doni. Era più o meno il 35’, le telecamere non possono averlo colto perchè la palla è ripartita subito ma vi assicuro che dalla tribuna si è visto bene.

Marilungo è stato pagato parecchio, Percassi aziendalmente è uno molto attento alle dinamiche di investimento e vedere questo Tiribocchi al posto di Marilungo pare controproducente. Se il colloquio tra Colantuono e la dirigenza è costante e collettivo come si racconta (e come è veramente) sembra difficile che certi ragionamenti non finiscano sul tavolo. E anche se la prudenza sul raggiungimento dell’obiettivo è totale, con una classifica e uno scenario di valori simile è francamente impossibile pensare di schierare gli “uni” perchè gli “altri” non offrono garanzie di successo. Per quelle, basta leggere i numeri: non mentono mai.

Fabio Gennari

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