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Politica

Di Pietro: i cittadini devono essere informati sui referendum (video)

Di Redazione26 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Di Pietro questo pomeriggio a Bergamo

Antonio Di Pietro questo pomeriggio a Bergamo

BERGAMO — L’incontro comincia in maniera rocambolesca, con Di Pietro che sbaglia strada davanti al Centro Congressi Giovanni XXIII ed è costretto a rifare il giro del centro per raggiungere il luogo del convegno. Ma quando sale sul palco, Tonino è un vero mattatore capace di scaldare gli animi dei suoi e persino di strappare qualche risata (amara) con mimica da attore consumato.

Il convegno organizzato dall’Italia dei Valori a Bergamo per promuovere la campagna referendaria – 4 consultazioni su privatizzazione dell’acqua, energia nucleare e giustizia -, è tutt’altro che faceto, un approfondimento molto serio su temi considerati “naturali e indispensabili” per l’unico partito dell’opposizione che davvero confini e sconfini nei movimenti della società civile.

La platea è piena. L’età media del pubblico tendenzialmente giovane. Molti i volti noti dell’Italia dei valori made in Bergamo. A partire dai parlamentari Gabriele Cimadoro e Ivan Rota, per proseguire con tutto il vertice provinciale del partito. Sul palco, coordinati dal consigliere regionale Gabriele Sola, l’altro parlamentare Sergio Piffari (segretario regionale), Marco Di Girolamo del forum dei Movimenti per l’acqua, il giornalista e blogger Piero Ricca, l’ingegnere esperto di questioni nucleari Sergio Zabot e l’avvocato Sergio Simoncini. Oltre a Di Pietro, naturalmente. Nel mezzo i contributi filmati di Dario Fo, Giobbe Covatta e Marco Travaglio. In una sala a fianco i bambini, a cui l’Italia dei Valori dedica le sue battaglie per il futuro del paese.

L’ex pm sulle questioni referendarie ha idee molto chiare. “Non deve passare l’idea che questi referendum siano di un partito politico – attacca Di Pietro – non sono né di destra né di sinistra, perché riguardano beni inalienabili e naturali di qualsiasi uomo, come l’acqua e, permettetemi, la legalità”. “L’acqua è di tutti, non può essere oggetto d’economia, semplicemente perché è un diritto di ciascuna persona. L’idea che l’acqua di cui hai naturale bisogno la devi pagare è ripugnante. Se poi agli imprenditori viene assicurato un guadagno del 7 per cento, è ovvio che ci sarà una corsa alla privatizzazione. Ma a questo punto mi chiedo: di chi sono le nuvole? Di chi è il mare? C’è un proprietario anche di quelli?” provoca il leader dell’Idv.

Quanto al nucleare, Di Pietro sostiene che si tratti di tecnologie che “andavano bene 40 anni fa, quando dalla riconversione dell’atomo bellico si è passati all’atomico per scopi civili. Ma oggi le fonti di energia rinnovabili sono la vera alternativa all’uranio. Ma è mai possibile – sbotta l’ex pm – che in Italia abbiamo le due fonti primarie illimitate, sole e vento, e non le vogliamo usare?”.

Poi il discorso prosegue sulla scandalosa mancanza di un piano energetico nazionale, sull’innovazione, le imprese e i posti di lavoro che potrebbe generare la svolta energetica verde, sui “trucchetti” del governo per annichilire i referendum: “Per non far votare gli italiani hanno scelto di mandarli alle urne per tre settimane consecutive a giugno, spendendo 350 milioni di euro in più, in piena crisi dell’economia. Mentre sul nucleare si sono inventati la moratoria truffa di un anno”.

Poi l’ultima stoccata sulla legalità. “Noi pretendiamo che i cittadini siano informati. La politica oggi è la sistemazione degli affari personali di una persona sola: Silvio Berlusconi – affonda Di Pietro -. C’è un incredibile abbassamento del valore etico della politica, nel tentativo di salvaguardare gli interessi economici di una persona e delle lobbies a cui è legato. Questo paese ha bisogno prima di tutto di regole. La legalità e l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alle leggi c’è sempre stata fino all’arrivo di Berlusconi. Oggi non c’è più. Quella in atto non è una lotta fra magistratura e politica, ma fra guardie e ladri, anche se può esserci il ladro anche fra i magistrati e le guardia fra i politici”. “Con Berlusconi siamo a un nuovo feudalesimo, e contemporaneamente siamo vicini a una rivolta sociale, dei giovani che non trovano posto di lavoro. C’è una rinnovata voglia di uguaglianza. Per liberare il paese, dunque, occorre mandare a casa Berlusconi”.

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