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Politica

Pdl, la scelta di Pezzoni ferisce la destra trevigliese

Di Redazione25 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il municipio di Treviglio

Il municipio di Treviglio

TREVIGLIO — Che Pezzoni sia il candidato sindaco del Centrodestra a Treviglio, è cosa nota. Bergamosera ve lo aveva anticipato il 24 gennaio scorso e, fra fughe in avanti e passi indietro di Pdl e Lega, le cose non sono mai sostanzialmente cambiate. Tuttavia, la scelta di Pezzoni, che pare dettata da esigenza d’equilibrio verso l’esterno (con la Lega, per intenderci), apre più di un problema politico all’interno del Pdl bergamasco, soprattutto nei rapporti con Basilio Mangano e la destra trevigliese.

Mangano ambiva legittimamente a una posizione di primo piano nella partita di Treviglio. Dopo anni di militanza e territorio, invece, si vede relegato – se tutto va bene – al ruolo di comprimario se non gregario. Di quello che porta l’acqua al mulino di un altro.

Il Pdl, con Pezzoni ha fatto una scelta certamente valida: un uomo di chiara fama, presidente della Fondazione Mia, con un’infinità di cariche e contatti. Ma è fuori di dubbio che nella Bassa Bergamasca sia Basilio Mangano il deus ex machina del centrodestra.

I due sono quasi equivalenti in tutto. Nessuno dei due è trevigliese “purosangue” anche se Mangano è quasi “naturalizzato”. Pezzoni è un esponente della ex Alleanza Nazionale. Lo stesso vale per Mangano che oltretutto può vantare qualche “medaglia” amministrativa sul campo in più. Pezzoni ha l’appoggio dell’ex segretario provinciale di An (e oggi assessore in Provincia) Mario Gandolfi. Ufficialmente ce l’aveva anche Mangano, che è stato pure consigliere provinciale.

Pezzoni ha il gradimento dei vertici del Pdl. Lo stesso, fino a ieri, si raccontava di Mangano, per il quale Marco Pagnoncelli e la senatrice Gallone si erano molto spesi.

E allora perché il Popolo della Libertà ha scelto l’uno invece dell’altro? Forse per ingraziarsi la Lega. Ma scaricare la bollente patata politica solo sui lumbard, sarebbe un’irrealistica semplificazione. La sensazione è che, al di là della politica, la scelta sia stata fatta sulla persona. E questo potrebbe aprire una bruciante ferita nel Pdl.

Ora, non vorremmo essere nei panni di Gandolfi quando dovrà giustificare al suo uomo più forte nel Trevigliese una scelta avversa. E nemmeno in quelli del vicecoordinatore regionale del Pdl, l’ex An Massimo Corsaro, quando dovrà giustificare a Mangano che per fare il candidato aveva tutto e forse più di Pezzoni, ma alla fine è stato scelto l’altro. E chi andrà a spiegargli che quella candidatura ufficializzata da Saffioti all’inizio di febbraio era farlocca? Chi gli spiegherà che il vero candidato era Pezzoni e che lui è sempre stato considerato “expendable”? Useranno un “arrivederci e grazie, abbiamo scherzato”? E poi, come farà il Pdl a recuperare l’ampia base elettorale di Mangano in tempi utili per le elezioni? E soprattutto come reagirà la base trevigliese a questo smacco?

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