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Politica

Intercettazioni, Lele Mora: Ruby fa la prostituta di professione

Di Redazione24 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ruby Rubacuori

Ruby Rubacuori

MILANO — “E’ pericolosissima, fa la tr..a di professione”. Così, con la raffinatezza che lo contraddistingue, Lele Mora descrive Ruby Rubacuori (chiesta in affido), in un’intercettazione telefonica nella mani della Procura di Milano.

Il 29 settembre del 2010 il padre di un’aspirante show girl chiama preoccupato Lele Mora e gli dice che la figlia è andata a Genova a conoscere la figlia di Lele Mora. L’agente va su tutte le furie: “Mia figlia – riporta Repubblica – si chiama Diana e tu la conosci. Quest’altra è una che mi chiama papi, ma ha fatto solo dei gran casini… tua figlia è andata a Genova da una che è sotto controllo, perché è scappata dalla comunità, una che ha mille problemi, hai capito, che sta creando mille problemi al mondo… le persone che tua figlia ha incontrato a Genova sono pericolosissime”.

Poi Mora viene chiamato da un giornalista-paparazzo e, di nuovo, l’aspirante padre non parla bene dell’immigrata marocchina. “Allora (questa ragazza) è andata a Genova, dalla più disgraziata di tutti, che fa la tr..a di professione, è andata casa di questa”. E il soggetto dell’aggettivo, dicono gli investigatori, sarebbe Ruby: la stessa che il sabato sera appena passato era a cena con Mora in un ristorante di lusso.

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