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Bergamo

Unità d’Italia, la gaffe a Bergamo: il monumento di Garibaldi senza bandiera

Di Redazione18 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il monumento a Garibaldi, ieri, alla rotonda dei Mille

Il monumento a Garibaldi, ieri, alla rotonda dei Mille

BERGAMO, Centro città — Sarà stato un problema di organizzazione, ci sarà stato un impedimento tecnico, sarà stata una sfortunata distrazione. Fatto sta che ieri Bergamo non ha fatto una gran figura, visto che nel giorno della festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il monumento a Garibaldi della centralissima rotonda dei Mille, simbolo dell’impresa dei nostri conterranei, non aveva una decorazione floreale e tanto meno un tricolore con sé, sguarnito e abbandonato come in un normale giorno della settimana.

Peccato, perché di gente c’è n’era molta giovedì pomeriggio in centro, turisti compresi. Ma la netta sensazione è che fossero lì più per la giornata di vacanza che per la Festa dell’Unità d’Italia in sé. Da una recente statistica, pare che solo la metà dei connazionali “sentano” l’Unità. Gli altri fanno spallucce. E d’altronde non potrebbe essere altrimenti. Inutile girare il coltello nella piaga, ma da qualche tempo a questa parte gli italiani, e i bergamaschi in particolare, amano gli appuntamenti politico-istituzionali come l’orticaria. L’indifferenza è il sentimento più diffuso. Lo avevamo già visto con la visita del presidente Napolitano. Se poi aggiungiamo che anche lo Stato ci mette del suo, lasciando praticamente sgombre da vessilli tricolori le finestre dei suoi palazzi istituzionali (vedi un altro nostro articolo in merito), è ovvio che la disaffezione monti.

E così, nella distrazione generale, la gaffe è dietro l’angolo. Come quella che ha coinvolto appunto il monumento a Garibaldi. Saremo anche la città dei Mille, ma il povero “eroe dei due mondi” che domina il centro cittadino ieri era completamente abbandonato a sé stesso. Non una ghirlanda di fiori sul monumento. Non un tricolore, fra le aiuole. Solo la compagnia, peraltro poco gradita, degli immancabili piccioni. Tanto che il buon Giuseppe, a mano tesa, pare abbia chiesto ai passanti una bandiera in prestito. Solo che questi ultimi, come peraltro altri più titolati, non l’hanno riconosciuto…

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