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Bergamo

Pipistrelli per cacciare le zanzare: arrivano le “bat box”

Di Redazione15 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un nido per pipistrelli

Un nido per pipistrelli

BERGAMO — Sono il modo più naturale del mondo per combattere le fastidiosissime zanzare che, presumibilmente, a partire dalla primavera torneranno a “martellare” i bergamaschi. Si tratta dei pipistrelli, animali non proprio avvenenti ma capaci di mangiare anche 2000 zanzare in un sola notte. Per ripopolare la Bergamasca di questi preziosi “alleati” il Parco delle Orobie prevede di distribuire una sessantina di “bat box”.

Si tratta di scatole di legno appositamente studiate per accogliere i pipistrelli e aumentare il numero di rifugi per questi antichissimi mammiferi, la cui presenza in bergamasca si è notevolmente ridotta negli ultimi decenni per cause diverse, tutte riconducibili all’attività umana sull’ambiente.

Il Parco sta provvedendo in questi giorni, che coincidono con il risveglio dal letargo, alla distribuzione di 60 bat box nelle scuole elementari e medie della provincia di Bergamo. L’invito è quello di installare le bat box, progettate e realizzate grazie alla collaborazione tra gli esperti faunisti del Parco e il Consorzio Forestale, in tutte le cascine in via di ristrutturazione, contribuendo concretamente all’aumento del numero di cavità che possono essere utilizzate come tane dai pipistrelli.

“La strategia migliore per incrementare il numero di pipistrelli è salvaguardare la vegetazione e proteggere i rifugi naturali, come grotte e alberi cavi, dove gli esemplari si ritirano per riposare, per riprodursi e per andare in letargo – ha spiegato il presidente del Parco delle Orobie Bergamasche Franco Grassi -. Purtroppo l’azione dell’uomo da ormai molto tempo sta andando esattamente nella direzione opposta. Il degrado dei boschi, il taglio dei vecchi alberi e delle siepi, il disturbo nelle grotte e la diminuzione degli insetti, cibo preferito dai pipistrelli, a causa dell’uso di pesticidi, stanno lentamente ma inesorabilmente distruggendo l’habitat delle 3 famiglie e delle 11 specie di pipistrelli che abitano la nostra provincia. Un aiuto concreto alla protezione di questi animali è costituito dalle bat-box, che possono essere appese ad un albero o alla parete di un edificio. Qui i pipistrelli possono trovare rifugio temporaneo, le femmine possono partorire e allevare i loro piccoli o trovare un riparo sicuro per i mesi di letargo”.

E’ proprio il mese di marzo il periodo migliore per posizionare le bat box, che dovrebbe essere collocata a 4 metri dal terreno, al sicuro da predatori, riparata dalle intemperie e lontana da fonti di luce, senza ostacoli nella zona d’ingresso. L’installazione migliore è sulla parete esterna della casa o sul tronco di un grosso albero controvento. Seguendo queste accortezze e con un po’ di pazienza i pipistrelli arriveranno e troveranno un rifugio, solitamente temporaneo, ma sicuro.

“Il Parco si è dotato anche di un bat detector che ci serve per registrare gli ultrasuoni emessi da questi animali per rilevare gli ostacoli e compensare la forte miopia che li caratterizza – conclude Grassi -. Vorremmo infatti dare inizio a un’attività di monitoraggio sistematica dei pipistrelli per conoscerli meglio e migliorare le nostre attività a tutela di questi animali straordinari, ottimi cacciatori, su cui circolano tante leggende, ma che in realtà sul nostro territorio sono totalmente innocui per l’uomo. Anzi, possono aiutare a contrastare le zanzare e altri insetti dannosi per l’agricoltura, e le loro feci sono un ottimo fertilizzante naturale”

Infine, smentiamo un paio di leggende popolari: non è vero infatti che i pipistrelli si intrufolano tra i capelli e tanto meno succhiano il sangue.

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