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Mobili pagati e mai consegnati: il mobilificio Aiazzone nei guai

Di Redazione15 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il mobilificio Aiazzone di Pognano

Il mobilificio Aiazzone di Pognano

BERGAMO — La Procura di Torino ha aperto un’inchiesta su uno dei più noti mobilifici italiani, il biellese Aiazzone, divenuto famoso negli anni Ottanta per la martellante campagna pubblicitaria condotta da Guido Angeli con il suo “provare per credere”.

Dopo aver ricevuto quattro querele per truffa presentate dai clienti, la Procura ha aperto un’indagine sul mobilificio. Secondo le contestazioni della Procura, da mesi decine di persone attenderebbero invano l’arrivo di mobili ordinati presso il noto marchio.

Il punto vendita di Aiazzone in Bergamasca si trovava a Pognano, in viale Piave 5. E’ chiuso dalla fine di febbraio, come gli altri in tutta Italia. Disattivati i numeri di telefono, compresi quelli dedicati ai clienti. Oltre 100 le famiglie che dopo aver pagato i mobili comprati non li hanno ancora ricevuti. Venti di queste si sono già rivolte all’Unione bergamasca consumatori che sta seguendo il caso da vicino e ha messo a disposizione il numero 035 24.22.82 (la mattina) oppure tramite fax 035 22.40.18. La sede dell’associazione è in via Tasso 82 a Bergamo.

Dall’azienda per ora non arrivano chiarimenti. Nel frattempo, nel resto d’Italia ci sono 10mila famiglie in attesa dei mobili pagati, e 850 dipendenti di 43 punti vendita che da mesi non si vedono pagare lo stipendio. Per far fronte a questa situazione è stata chiesta l’apertura di un tavolo di crisi in Regione insieme ai sindacati e ai responsabili di Panmedia, la società che ha recentemente rilevato la B&B, società di Gianmauro Borsano e Renato Semeraro, che in precedenza aveva acquisito il marchio Aiazzone nel tentativo, non riuscito, di rilanciarlo.

Mentre la Procura torinese ha iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di truffa il legale della B&B, su Facebook si stanno allargando i due gruppi aperti nelle settimane scorse per raccogliere i nomi e le adesioni di coloro che ritengono di essere stati raggirati, per dare loro consigli e per far partire azioni congiunte. Fino ad oggi gli iscritti sono circa mille.

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