iscrizionenewslettergif
Isola

Yara, le indagini: i carabinieri cercano un uomo con tagli ai genitali

Di Redazione14 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I carabinieri impegnati nelle indagini

I carabinieri impegnati nelle indagini

BREMBATE SOPRA — La pista rituale nella morte di Yara non è tra quelle prevalenti. Lo hanno precisato gli investigatori dopo due giorni d’indiscrezioni e una ridda di voci che si rincorrevano su internet, dando vita alle ipotesi più strampalate.

Il pubblico ministero Letizia Ruggeri, titolare delle indagini, ha specificato che “il corpo ha perso poco sangue per le ferite…e comunque non ne risultava privo”. Yara, quindi, non è morta dissanguata. Per quanto riguarda la forma dei tagli sulla schiena, il magistrato ha confermato che in effetti “è strano, ma che non è possibile, al momento, parlare di un simbolo, confermando solo che ci sono due lesioni parallele, e due altre che si incrociano”.

Nel frattempo, i carabinieri hanno passato al setaccio medici di base e ospedali nel raggio di una decina di chilometri intorno a Chignolo d’Isola, dove è stato trovato il corpo della ragazza. Cercavano un uomo con ferite da arma da taglio, probabilmente ai genitali.

L’ipotesi investigativa è che, viste le tipologie delle lesioni riportate da Yara (ferite d’arma da taglio a schiena, polsi e collo, derivate da due tipi di strumenti diversi, un punteruolo e un cacciavite o un coltello non affilato) ci sia stata una collutazione tra il rapitore e la ragazzina durante l’aggressione e che l’assassino sia rimasto in qualche modo ferito.

E visto che le coltellate sono sul corpo di Yara ma i vestiti sono intatti, si crede che l’assassino si fosse almeno parzialmente spogliato e abbia tentato di fare lo stesso con Yara. Per questo è possibile che nel corso della lotta il criminale abbia riportato a sua volta dei tagli, forse in zona genitale.

I carabinieri hanno chiesto ai medici se abbiamo curato feriti di questo tipo durante i giorni della scomparsa della ragazza si siano trovati a curare feriti con quelle caratteristiche.

Intanto è arrivata la conferma che il dna trovato su un guanto e sulla batteria del telefonino di Yara non appartengono alla cerchia familiare della ragazzina. Si tratta di due dna diversi di un uomo e una donna. E’ facile però che i guanti, che Yara indossava da alcuni giorni, siano venuti in contatto con un’altra persona. Più interessante invece la traccia trovata sulla batteria del cellulare, dal momento che è stata estratta volontariamente dal telefonino.

Yara, spunta un nuovo testimone del furgone bianco

Yara Gambirasio BREMBATE SOPRA -- Spunta un nuovo testimone nella vicenda del furgone bianco intercettato dalle telecamere ...

Yara scelta a caso dai suoi assassini

Yara Gambirasio BREMBATE SOPRA -- "Dna ce n'é e ce ne sarà ancora". Sono fiduciosi gli investigatori ...