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Politica

Raddoppio dell’inceneritore di Trezzo: decisione spostata dopo il Via

Di Redazione10 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'inceneritore di Trezzo

L'inceneritore di Trezzo

BERGAMO — ”La procedura di Valutazione d’impatto ambientale è tuttora in corso e in fase di istruttoria e fino a quando non si sarà conclusa, non sarà possibile prendere alcuna decisione”. Lo hanno detto ieri gli assessori regionali bergamaschi Daniele Belotti e Marcello Raimondi, intervenendo in commissione Ambiente a un incontro sul progetto di raddoppio dell’inceneritore di Trezzo d’Adda, il primo paese milanese al confine con la Bergamasca.

Alla seduta erano presenti anche i sindaci di Trezzo d’Adda Danilo Villa e il sindaco di Grezzago Vittorio Mapelli. In particolare era stato proprio quest’ultimo a chiedere la possibilità di sospendere la proceduta di Via e l’assunzione di provvedimenti amministrativi in grado di bloccare il raddoppio dell’inceneritore.

”Le procedure vanno rispettate negli iter e nei tempi che richiedono – ha evidenziato a sua volta il presidente della Commissione Giosuè Frosio (Lega Nord) – ma la Regione Lombardia ha espresso chiaramente la volonta’ politica di accogliere per quanto possibile le richieste del territorio in merito alla necessita’ di riconsiderare il potenziamento di questo impianto. Ora chiederemo formalmente al presidente della Provincia di Milano di inviare al più presto alla Giunta regionale una proposta di modifica al Piano provinciale dei rifiuti, così da poter intervenire concretamente”.

L’assessore regionale Daniele Belotti ha quindi evidenziato che sui rifiuti oggi occorre una operazione culturale profonda: ”Rifiuti a chilometro zero, smaltiti direttamente nei Comuni dove vengono prodotti, con tanti piccoli impianti controllati, sicuri e innovativi. Deve essere questo l’obiettivo verso cui dirigerci – ha spiegato l’assessore – consapevoli che in questo modo i rifiuti possono paradossalmente diventare anche una risorsa in termini ambientali e occupazionali”.

Quanto alll’inceneritore, secondo Belotti ”l’impianto si rende necessario stando al Piano provinciale dei rifiuti predisposto dall’allora commissario Filippo Penati: la Regione Lombardia sta invece valutando nel nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti la possibilità di razionalizzare gli impianti esistenti senza crearne di nuovi, anche attraverso il potenziamento della raccolta differenziata e l’abbassamento della produzione di rifiuti e con l’obiettivo del raggiungimento dell’autosufficienza provinciale”.

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