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Politica

Misiani: sulla questione alpini serve una riflessione più approfondita

Di Redazione10 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gli alpini

Gli alpini

BERGAMO — Riceviamo e pubblichamo questo intervento del deputato bergamasco del Pd Antonio Misiani in merito alla proposta di legge sulle truppe alpine bocciata ieri alla Camera.

“Da parte nostra c’è il massimo rispetto e apprezzamento nei confronti degli Alpini. Il punto è che la proposta di legge discussa alla Camera, al di là delle buone intenzioni, produce effetti assai modesti in rapporto alle effettive necessità delle nostre truppe alpine.
Gli incentivi fiscali sono affidati agli enti locali, quando – come ha sottolineato anche il sottosegretario Guido Crosetto – sarebbe giusto che fossero a carico dello Stato.

A sua volta il sottosegretario Alberto Giorgetti in Commissione bilancio ha sollevato numerose obiezioni su punti fondamentali della proposta di legge come gli incentivi fiscali, le riserve nei concorsi e le coperture finanziarie.

In particolare:
– con riferimento all’articolo 1, lettera a), ha fatto presente che tale disposizione darebbe luogo a richieste emulative da parte di altre categorie di volontari per essere destinati a prestare servizio in località vicino a quelle di residenza, evidenziando come ciò potrebbe determinare disfunzioni organizzative e conseguentemente la necessità di maggiori reclutamenti di volontari, con nuovi oneri a carico del bilancio dello Stato;
– con riferimento all’articolo 1, comma 1, lettera b), capoverso 4-bis, ha manifestato perplessità in ordine alla previsione del riconoscimento di riserve di posti nei concorsi banditi in relazione a impieghi concernenti attività di sicurezza e protezione civile, peraltro senza indicazione di percentuali di operatività di detta riserva. Ha fatto presente, in particolare, che la disposizione sarebbe in contrasto con l’articolo 97 della Costituzione ed ha espresso parere contrario sulla concessione di benefici, sia pure di natura non continuativa, di carattere fiscale, ancorché nei limiti consentiti dalla normativa statale vigente, e di carattere assistenziale che le regioni e gli enti locali possono riconoscere ai volontari, in quanto suscettibili di determinare oneri per la finanza pubblica. Ha osservato, inoltre, che i benefici suddetti si configurano come ingiustificata disparità di trattamento rispetto alle altre categorie di volontari, potendo quindi determinare richieste emulative e conseguentemente un’estensione generalizzata del fenomeno.
– con riferimento all’articolo 1, comma 1, lettera b), capoverso 4-quater, che prevede che il Ministro della difesa, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato, istituisca il brevetto militare alpino, ha rilevato che la disposizione comporterebbe nuove attività da parte degli uffici dell’amministrazione della difesa, in contrasto con la clausola di invarianza della spesa.
– circa l’articolo 2-bis, con riferimento alla copertura finanziaria prevista dal comma 2 pari a 200.000 euro annui dal 2012, ha espresso parere contrario.

Insomma, è lo stesso Governo di centrodestra ad avere evidenziato nel corso dell’iter una serie di criticità del provvedimento. Anche per questo era sensata la richiesta di una riflessione più approfondita nella commissione parlamentare competente.

Quanto all’esito del voto in Aula, PDL e Lega Nord, più che inveire contro l’opposizione dovrebbero fare autocritica, viste le numerose assenze nelle loro file”

Antonio Misiani
deputato PD

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