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Isola

Yara, le indagini tornano sulla pista dell’assassino donna

Di Redazione8 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Yara Gambirasio

Yara Gambirasio

BREMBATE SOPRA — Si torna a parlare dell’ipotesi che l’assassino di Yara possa essere una donna. In attesa della consegna della prima relazione sull’autopsia eseguita sul corpo della ragazza dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, gli investigatori stanno verificando se i fendenti, sferrati con scarsa forza, trovati su Yara non possano essere attribuiti a una mano femminile.

Secondo le indagini effettuate dal Servizio centrale operativo (Sco) della polizia, la ragazzina è stata uccisa proprio la sera del 26 novembre scorso, giorno della sua sparizione e tutto sarebbe avvenuto sul campo di Chignolo d’Isola. Studiando le tracce, gli esperti hanno stilato una prima sommaria dinamica di quanto accaduto. Stando alla ricostruzione, Yara riuscì a sottrarsi per qualche secondo al suo assassino e fuggire per una ventina di metri. Riuscì dunque ad aprire lo sportello dell’auto con cui fu portata in via Bedeschi. Ma soprattutto, i colpi dell’assassino furono sferrati in un modo che agli investigatori appare “incerto”, quasi insicuro. Come se quei colpi fossero inferti con poca forza. Se questo significhi che a muovere quel punteruolo o cacciavite ci fosse la mano di una donna è quanto stanno cercando di appurare gli investigatori. Ma la circostanza è ritenuta possibile.

Pare invece assodato che, non riuscendo a finirla con i fendenti, l’assassino usò le dita al collo per uccidere la ragazza. Un particolare in più farebbe propendere per la versione femminile. Yara non avrebbe certo avuto timore nel salire in auto con una donna, una conoscente o un’amica, e quindi il suo sequestro non avrebbe dato nell’occhio. Di certo conosceva quella persona. Se così fosse, cadrebbe il movente principale ipotizzato finora: ovvero l’aggressione a fini sessuali. E quindi le indagini prenderebbero un orientamento completamente diverso. Determinante, a questo punto, sarà l’esame di eventuali tracce di dna esterno trovato sul corpo.

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