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Scuola, la Gelmini: nessun attacco a quella pubblica

Di Redazione8 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mariastella Gelmini

Mariastella Gelmini

ROMA — Il ministro Gelmini ostenta sicurezza: “Non ci sono nuovi tagli. Il piano di razionalizzazione viene confermato, non ci saranno problemi di funzionamento”. Ma la scuola italiana è di nuovo in subbuglio per quel piano di riorganizzazione che, secondo i sindacati, costerà lacrime e sangue.

Il ministro dell’ Istruzione Mariastella Gelmini sostiene che il governo ha stanziato le stesse risorse messe a disposizione dall’esecutivo di Romano Prodi sul comparto dell’educazione scolastica. A breve, poi, sarà pubblicato un bando per il reperimento di nuovi presidi di cui “stiamo verificando i numero effettivo di necessità”, assicura.

La Gelmini poi definisce “semplicemente un non senso” pensare che ci sia da parte del governo la volontà di penalizzare la scuola pubblica a favore di quella privata. “Fa comodo all’opposizione per poter andare in piazza. Lo faccia, ma da parte di questo governo non c’è e non c’è mai stato alcun attacco alla scuola pubblica. Io ritengo che la scuola sia sempre pubblica sia quando si tratta di scuola statale, sia di paritaria” ha aggiunto.

Ma i sindacati sono sul piede di guerra soprattutto per i dati comunicati dal ministero. Dati che prevedono tagli di 19.700 cattedre nella scuola pubblica a tutte le regioni italiane, soprattutto a quelle meridionali. Tuttavia un alto numero d’insegnanti lasceranno per andare in pensione: si tratta di 27.400 docenti, che sommati agli attuali 23mila posti vacanti lasciano il saldo delle cattedre a disposizione dei precari (circa 30mila) in positivo.

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