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Bergamo

Il tribunale dà ragione all’immigrato: residenza anche se disoccupato

Di Redazione8 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il tribunale di Bergamo

Il tribunale di Bergamo

BERGAMO — Si era visto negare la residenza perché indigente, ma il tribunale ha stabilito che un immigrato non può essere discriminato sulla base del proprio reddito. Si conclude così la vicenda di Ashraf Tahir, ex operaio disoccupato di origine pakistana che aveva chiesto la residenza a Palosco e gli era stata negata dal sindaco perché aveva un reddito inferiore ai 5.000 euro.

L’uomo si era rivolto al servizio legale della Cgil per ricorrere contro l’ordinanza del sindaco leghista Massimo Pinetti che nel maggio 2008 aveva deciso l’esclusione della cittadinanza per chi non avesse raggiunto “un reddito annuo di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria”, ovvero circa 5.000 euro.

Di qui il ricorso della Fiom Cgil di Bergamo. Il sindaco aveva tirato dritto e aveva sanzionato una lista civica che era andata a fare volantinaggio contro l’ordinanza. Invece no, il tribunale ha stabilito che il sindaco dovrà ora risarcire Tahir, la Fondazione Guido Piccini Onlus e l’Asgi Lombardia.

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