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Editoriali

Se l’Atalanta batte il Novara la Serie A è a portata di mano

Di Redazione3 marzo 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Riempiamo lo stadio con il Novara!

Riempiamo lo stadio con il Novara!

TORINO – Stavolta, scusate, mi scende la catena. Non ce la faccio, non riesco ad essere posato ed equilibrato. Perchè? Semplice, signori miei. Perchè ero in tribuna all’Olimpico e al minuto 94′ ho visto dal vivo quel pallone appoggiarsi sul palo e gonfiare la rete. Per un attimo, il tempo si è fermato. Vicino c’erano i tifosi del Torino, arrabbiati forte con Lerda per i cambi e anche loro increduli: Atalanta 58, Torino 41. Meno 17, fossero gradi si rischierebbe l’arresto cardiaco.

Torniamo al gol, al mucchio selvaggio. Bonaventura con la mano in fronte, Ruopolo che prende Raimondi per i capelli e Doni che dalla panchina corre in campo impazzito. Tutti, sono impazziti.

Lo sguardo, al fischio finale, è corso al settore ospiti. Ai 250 che per 90 minuti hanno cercato di fronteggiare la curva del Torino a colpi di cori: sfida impari, chiusa con un godimento infinito.

Pare che Delvecchio fosse talmente contento da prendere a calci il vetro di protezione. Pare che Doni fosse estasiato, è certo che tutti erano felici e carichi a mille (presidente compreso, intercettato in autogrill da un gruppo di tifosi durante il rientro) per una vittoria che certifica senza possibilità di smentita che la testa di questa Atalanta è da serie A.

Lo dicono i numeri, lo dicono i fatti e lo confermano pure i dettagli. Questa squadra ha risorse infinite, Colantuono può scegliere in panchina e far entrare Marilungo e Bonaventura. E con loro vince una gara che forse era più giusto chiudere in pareggio ma che non si può dire che l’Atalanta non ha cercato, voluto e provato a vincere.

Succede alle grandi squadre, di portare a casa vittorie simili. Chi parla solo di fortuna è fuori strada: questo gruppo ha un cuore, una grinta, una tenuta mentale grande così. Il rombo ha dato i suoi frutti, dopo una decina di minuti difficili con il prevedibile assalto granata, la squadra ha cercato di disegnare la sua manovra senza affanni trovando in Carmona un pendolino prezioso davanti alla difesa nel momento della costruzione oltre che dell’interdizione.

Non fermiamoci agli interpreti, sarebbe riduttivo. Il gruppo nerazzurro è totale, quando sono così tanti i protagonisti che risultano decisivi è normale valutare la squadra nel suo complesso. E anche contro il Novara, ci saranno scelte e giocatori su cui puntare. Solo diciotto andranno in distinta, solo loro potranno firmare l’ultimo, decisivo, successo.

La sto caricando troppo? Forse, ma è innegabile che con i tre punti lunedì sera (tra l’altro conoscendo già il risultato di Siena e Varese) si finirebbe a +8 sulla terza (il Novara appunto) quando alla fine mancano 12 gare. E l’Atalanta, a quel punto, avrà già affrontato tutte e sei le avversarie più vicine. Novara – Siena sarà ancora in calendario così come tanti altri intrecci decisamente favorevoli.

Esatto, signori: la matematica dice bene. Oggi la Dea ha un piede e mezzo in serie A e con il successo sul Novara sarà forse il caso di togliere le bottiglie buone dalla cantina. Toccate quello che volete, ma la realtà è lì da vedere. Evito di elencare i numeri di questa squadra, lo faremo insieme martedì prossimo quando il quadro sarà più chiaro. Per ora, ricordiamoci questo: la testa comanda tutto, l’Atalanta da 12 giornate nella mente è imbattibile. E vince. Continua a vincere.

Fabio Gennari

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