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Isola

L’autopsia di Yara: nessun segno evidente di violenza sessuale

Di Redazione28 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gli esperti della scientifica sul luogo del ritrovamento

Gli esperti della scientifica sul luogo del ritrovamento

updated MILANO — Non ci sarebbe stata violenza sessuale. E’ quanto trapela dai primi dati dell’autopsia effettuata da una squadra di massimi esperti in Italia sul corpo della povera Yara.

Si tratta di indiscrezioni che vanno confermate. Ma a quanto pare i primi rilievi tenderebbero a escludere lo stupro, anche se il sequestro e l’aggressione potrebbe aver avuto quel fine. Il corpo era stato trovato vestito e con la biancheria intima tagliata, ma potrebbe trattarsi di una lacerazione dovuta all’esposizione agli agenti atmosferici.

E’ andato avanti per tutta notte l’esame autoptico sul corpo di Yara Gambirasio. Nel mirino anche il ciuffo d’erba trovato nella manina della ragazza. Gli investigatori vogliono sapere se facesse parte di quel campo. L’obiettivo dell’esame, oltre a dare una spiegazione alla morte della ragazza, è rintracciare impronte digitali o tracce biologiche estranee a Yara, che potrebbero appartenere al suo assassino. Secondo indiscrezioni gli investigatori disporrebbero già dei profili genetici di 8-10 persone già sentite nel corso dei primi tre mesi d’inchiesta da utilizzare nell’eventualità di comparazioni.

L’anatomopatologa Cristina Cattaneo, il suo team e un gruppo di esperti del Ris di Parma, della Polizia scientifica e medici legali, hanno lavorato senza sosta, solo con brevi pause, sui resti della ragazzina ritrovata in un campo di Chignolo d’Isola.

L’autopsia è avvenuta all’istituto di medicina legale di piazzale Gorini, a Milano. Determinante sarà stabilire il periodo esatto in cui il cadavere è stato gettato nella landa desolata del paese dell’Isola. Per questo la Cattaneo, assurta alla ribalta delle cronache per l’inchiesta sugli omicidi delle Bestie di Santa e per la vicenda di Elisa Claps, si avvarrà probabilmente di esperti di scienze naturali per valutare gli effetti del tempo meteorologico e delle condizioni ambientali sul cadavere.

Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori esami autoptici da parte di un genetista e un tossicologo. In mattinata il pm Letizia Ruggeri aveva incontrato gli investigatori e l’equipe di medici. Gli inquirenti, infatti, si aspettano proprio dagli esami medici le prime risposte sul caso di Yara. Se ormai è quasi certo che la 13enne sia morta subito dopo la scomparsa resta da stabilire in che modo sia stata uccisa.

Secondo quanto trapelato ci vorranno almeno due settimane per conoscere gli esiti dei campioni prelevati sul corpo di Yara.

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