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Politica

Scuola pubblica: Bersani contro Berlusconi e la Gelmini

Di Redazione28 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Berlusconi e Bersani

Berlusconi e Bersani

ROMA — “Se la Gelmini fosse un vero ministro, invece che arrampicarsi sui vetri per difendere Berlusconi, dovrebbe prendere atto degli inaccettabili attacchi che il premier ha rivolto agli insegnanti e alla scuola pubblica e dovrebbe dimettersi”. Il segretario del Pd Bersani commenta le parole del ministro Gelmini che, riferendosi all’intervento di sabato di Berlusconi al congresso dei cristiano-riformisti, ieri ha dichiarato: il premier ha difeso la liberta’ di scelta educativa delle famiglie.

Lo scontro sul fronte della scuola pubblica è arrivato dopo le critiche espresse da Silvio Berlusconi che, rispolverando il discorso della discesa in campo nel ’94, ha parlato di un’istruzione pubblica che ribalta gli insegnamenti delle famiglie. Bersani ha parlato di “schiaffo inaccettabile” e ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Istruzione che ha difeso il premier. Ma è stato lo stesso presidente del Consiglio a chiarire di essere stato travisato, pur ribadendo il cuore del concetto.

“Con richiami di sapore antico, Berlusconi se la prende con comunisti e gay, insultando cosi’ l’intelligenza e la coscienza civile del Paese”, dice il segretario Pd. “All’elenco, Berlusconi stavolta ha aggiunto gli insegnanti della scuola pubblica. Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre piu’ difficili dal governo. La scuola pubblica e’ nel cuore degli italiani. E’ il luogo in cui l’Italia – sottolinea Bersani – costruira’ il suo futuro. Noi siamo con la scuola pubblica e non permetteremo che Berlusconi la distrugga”.

Controreplica Berlusconi: “Come al solito, anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressoche’ ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose”. La nota, diffusa da Palazzo Chigi, prosegue cosi’: “Desidero percio’ chiarire nuovamente, senza possibilita’ di essere frainteso, la mia posizione sulla scuola. Il mio governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Universita’, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignita’ a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati. Questo non significa – sottolinea – non poter ricordare e denunciare l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verita’ e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all’educazione dei figli”.

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