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Bergamo

Il vescovo Beschi celebrerà la messa in ricordo di Don Giussani

Di Redazione25 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il vescovo di Bergamo Francesco Beschi

Il vescovo di Bergamo Francesco Beschi

BERGAMO — Sarà il vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi a celebrare la messa in ricordo del sesto anniversario della morte di don Luigi Giussani (22 febbraio 2005) e il 29° del riconoscimento pontificio della Fraternità di CL lunedi 28 febbraio alle ore 21.00 nella chiesa di Santa Croce in Malpensata a Bergamo.

Questa l’intenzione della celebrazione eucaristica: “Nella luce del carisma di don Giussani, domandiamo al Signore la grazia che “l’intelligenza della fede diventi intelligenza della realtà” (come ha ricordato il Santo Padre, Benedetto XVI). In questa Messa preghiamo anche per i tanti fratelli cristiani perseguitati e martiri della fede nel mondo. Domandiamo per loro e per tutti noi la forza e il coraggio della testimonianza in ogni circostanza della vita. Il loro sacrificio ci ottenga da Dio la pace e la consolazione dei cuori”.

“Il gesto che proponiamo è espressione dell’appartenenza all’origine che ci ha generati – spiega Michele Campitoti, responsabile diocesano della Fraternità di Comunione e Liberazione -. Ed offerta a Dio della nostra gratitudine, viva e presente, per l’esperienza eccezionale che quotidianamente viviamo. E’ quindi un momento di preghiera, di coscienza e di festa per tutto il movimento e a cui invitiamo tutta la comunità bergamasca”.

Quest’anno la gratitudine a Dio per la vita di don Giussani e per il riconoscimento della Fraternità di CL è ancora più grande in relazione alla beatificazione di Giovanni Paolo II, come ha scritto di recente don Julián Carrón in una lettera inviata a tutti gli aderenti al movimento: “Sappiamo quanto, fin dall’inizio del pontificato, fosse stretto il legame di Giovanni Paolo II con don Giussani e CL, fondato su una consonanza dello sguardo di fede a tutta la realtà, nella passione per Cristo centro del cosmo e della storia (Redemptor hominis). […] Se qualcuno ha un enorme debito di riconoscenza nei confronti di Giovanni Paolo II, questi siamo proprio noi. […] E non possiamo trovare un modo più adeguato di mostrare questa nostra riconoscenza che continuare a seguire il suo autorevole richiamo: non permettete mai che nella vostra partecipazione alberghi il tarlo dell’abitudine, della routine, della vecchiaia! Rinnovate continuamente la scoperta del carisma che vi ha affascinati ed esso vi condurrà più potentemente a rendervi servitori di quell’unica potestà che è Cristo Signore!” (Castelgandolfo, 12 settembre 1985)”.

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