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Politica

Corsaro attacca il Fli: perde i pezzi fin dal Congresso fondativo

Di Redazione21 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alessandra Gallone, Massimo Corsaro, Pietro Macconi

Alessandra Gallone, Massimo Corsaro, Pietro Macconi

BERGAMO — Come inizio non c’è male. Il primo tea party ufficiale del Pdl – primo di una serie d’incontri fra gli esponenti politici pidiellini e i cittadini – esordisce con una stoccata al Fli, portata del vicepresidente regionale del partito di Berlusconi, Massimo Corsaro.

“Futuro e Libertà? L’unico caso di partito al mondo che perde i pezzi la settimana dopo aver celebrato il proprio congresso fondativo” ha detto il deputato che vive a Bergamo, intervenendo a sorpresa al Tea Party. “Al contrario, proprio nel momento dei maggiori attacchi al Governo, la maggioranza parlamentare si sta rafforzando numericamente”, ha continuato.

Fra gli argomenti trattati durante la serata, le celebrazioni dell’Unità d’Italia: “C’è un grande apprezzamento per la scelta del Governo di stabilire il 17 marzo come giornata di festa nazionale – spiega – Avremo l’opportunità di offrire, soprattutto ai più giovani, un momento di approfondimento e conoscenza, essenziale soprattutto quest’anno, in cui stiamo costruendo un nuovo assetto federale dello stato, per il quale diventa importante una più profonda convinzione delle ragioni dell’Unità”.

“L’idea dei tea party è molto positiva – ha aggiunto Corsaro –. Trovare momenti di aggregazione in cui non c’è il solito politico che fa il suo comizio e poi non se ne va, ma al contrario ci si confronta alla pari sui principali temi d’attualità avvicina i militanti, rendendoli inoltre più capaci di diffondere i messaggi politici in maniera più informata ed efficace”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la senatrice del Pdl Alessandra Gallone, presente all’incontro: “I fatti stanno dimostrando che il Governo Berlusconi è l’unica possibilità di cambiamento per il nostro Paese. A dimostrarlo, il rinnovato entusiasmo da parte di militanti ed elettori per iniziative come quella del tea party: la gente ha voglia di far sentire la propria voce perché si è sentita messa da parte e scavalcata dalle azioni di alcuni personaggi privi di consenso e, ormai bisogna dirlo, di legittimazione”.

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