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Editoriali Sport

Atalanta imbattuta da 10 giornate: anche a Reggio nessun pericolo

Di Redazione21 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ore 14.25: entra l'Atalanta e il Granillo è deserto

Ore 14.25: entra l'Atalanta e il Granillo è deserto

BERGAMO –- Lo 0-0 di Reggio Calabria, come spesso accade ai pareggi, dev’essere valutato insieme ai risultati delle altre pretendenti alla vittoria finale. Sotto questo aspetto, l’Atalanta ha vinto. Sissignori, ha vinto.

Perchè il Novara che a Livorno perde 1-0 contro una squadra certamente non irresistibile che ha appena cambiato allenatore testimonia di non essere in un gran periodo. Oltre a questo, nelle prime sei giornate del girone di ritorno la formazione di Tesser ha fatto 9 punti contro i 10 dell’Atalanta con i nerazzurri che hanno già affrontato sia il Siena che il Varese.

Il Siena, poi, ha confermato le impressioni registrate a Bergamo solo otto giorni prima e riesce a combinare tutto quello che una grande squadra non deve nemmeno permettersi di pensare: da 2-0 a 2-3 con il mister espulso. Pazzesco.

E in questo campionato strano, scorbutico e zeppo di sorprese la super serie positive dell’Atalanta diventa qualcosa di clamoroso se pensiamo che ogni settimana succede qualcosa che gli amanti di numeri e classifiche registrano sotto la voce sorprese.

Consigli non prende gol da oltre 460 minuti, spesso finisce con un senza voto in pagella e la formazione di Colantuono porta a casa punti da dieci settimane consecutive. Non si è ancora vinto con le squadre che lottano al vertice (delle 5 che oggi seguono, l’Atalanta non ne ha battuta nemmeno una) ma la continuità è garantita da un ruolino di marcia pressochè costante dopo le batoste del girone di andata: 3 gol presi nelle dieci gare post-Livorno, con 11 reti fatte nello stesso periodo è palese come se gli altri non ti segnano tu facilmente riesci a vincere. Con il minimo scarto, certo, ma vale anche quello.

Soluzioni infinite, una condizione fisica che pare sempre molto buona ed un pubblico che in casa fa la differenza. Messa così, sembra ci sia solo da aspettare il momento-promozione ma la cosa che dalle parti di Zingonia non devono fare è proprio sentirsi appagati e tranquilli.

Al Granillo, nei primi 15-20 minuti, la verve degli sbarbati reggini ha messo un po’ in difficoltà la manovra orobica. Poi sono arrivate alcune fiammate da squadra vera, geometrie anche piacevoli ed alcuni dettagli che testimoniano come l’Atalanta sia la più forte e attrezzata di tutte: Atzori ha messo Campagnacci e Barillà, Colantuono ha risposto con Ruopolo e Bjelanovic. Più Delvecchio, con Ceravolo in panchina e la coppia Pettinari-Bonaventura in tribuna. Mica bruscolini.

Questa settimana rientrerà Padoin, a breve toccherà a Manfredini che con Troest, Peluso, Basha e molti altri completano l’armata nerazzurra: chi spiega a questo Raimondi che rischia di tornar fuori? E al Tiribocchi che con Marilungo può giocare anche Ruopolo? Mi fermo qui, c’è Colantuono che se ne deve occupare e il lavoro non è facile però, viste le avversarie, pare proprio che sia questo l’unico ostacolo tra l’Atalanta e la serie A.

Ultima annotazione, attenti alle fandonie. Da Reggio, nei giorni appena prima della partita, spergiuravano di un clima forte per la Dea bergamasca. Bonazzoli e il tecnico Atzori hanno firmato una lettera per chiamare a raccolta tutti i calabresi con un pezzo di cuore amaranto. Risultato? 855 paganti, 3565 abbonati e in tutto circa 4400 anime su un totale di oltre 27000 posti. Tanti ragazzini, una curva di casa spoglia e ridotta all’osso senza striscioni e con l’unico drappo colorato schierato nella tribuna opposta per coprire i tanti spazi vuoti di un settore completamente chiuso.

Nessun ambiente infuocato, anche a Reggio Calabria nonostante un gran campo (l’ha sottolineato anche Colantuono) la crisi di passione pallonara si sente: Bergamo, con i suoi sedicimila e passa abbonati, è un’altra cosa. Un altro mondo, quello sì davvero carico e zeppo d’amore.

Fabio Gennari

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