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Treviglio: Lega-Pdl, il candidato sindaco e il timore dello “strappo”

Di Redazione18 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Treviglio

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TREVIGLIO — Bella gatta da pelare, Treviglio, per il centrodestra. Sì perché nonostante i nomi dei papabili candidati sindaco dell’importante centro della Bassa Bergamasca siano già usciti da qualche settimana, Pdl e Lega non sono ancora riusciti a concludere il puzzle. I tasselli ancora non corrispondono. Anzi, c’è il rischio che l’intero disegno vada in frantumi proprio sul finale.

Il Pdl – nonostante la pretattica in stile prima repubblica, con la rosa di tre candidati “expendable”: Basilio Mangano, Gianluca Pignatelli e Andrea Cologno – punta decisamente su Giuseppe Pezzoni. Per questioni di opportunità ed equilibrio politico. Pezzoni è un candidato forte per il Popolo della Libertà che resta pur sempre il primo partito del centrodestra a Treviglio. Il presidente della Fondazione Mia è gradito dalla stragrande maggioranza del partito. E’ un uomo molto vicino a quella parte della Curia che non si richiama a CL e che nella Bassa ha ancora un certo peso. L’ex sindaco di Pagazzano, poi, è legato all’assessore provinciale aennino Mario Gandolfi, non dispiace a Carlo Saffioti, piace a Marco Pagnoncelli e ai vertici regionali del partito.

Pezzoni, soprattutto, non è sgradito alla Lega. Almeno a quella parte della Lega che gravita intorno al capoluogo, ovvero a Bergamo. Anche se, a dirla tutta, il dibattito all’interno del Carroccio è piuttosto acceso. Perché Treviglio è politicamente una città a parte, con le sue peculiarità, molto lontana dalle esigenze di equilibrio che si respirano per esempio in via Tasso, dove Pdl e Lega marciano sostanzialmente a braccetto.

Per questo una buona parte della Lega trevigliese gli preferirebbe l’attuale capogruppo del Carroccio in consiglio comunale Patrizia Siliprandi. E la preferirebbe anche ai tre candidati “ufficiosi”. E qui la questione si complica maledettamente. Perché una doppia candidatura – Pdl Pezzoni, Lega Siliprandi – sarebbe una mezza sciagura strategica. E ancora peggio se da Bergamo arrivasse il diktat di convergere su Pezzoni. In quel caso, i lumbard trevigliesi probabilmente strapperebbero e la Siliprandi andrebbe per la sua strada, presentando una lista civica. Lo stesso probabilmente farebbe il pidiellino Pignatelli, che non ha mai nascosto le sue velleità.

Siffatte liste civiche avrebbero una forza decisamente rilevante, tale da mettere in difficoltà i due partiti principali. Per due ragioni: in primo luogo per il seguito che i due esponenti politici sono riusciti a creare in questi anni. In secondo luogo, perché di questi tempi le liste civiche sono molto più “digeribili” dei partiti, “incancreniti” dalle vicende nazionali.

Ora il rischio concreto è che eventuali liste civiche facciano il pieno di voti, e Lega e Pdl finiscano nell’angolo. Qualcuno azzarda anche delle cifre: Siliprandi e Pignatelli da soli potrebbero incassare anche il 30-35 per cento dei voti trevigliesi, forse anche più. Ma al momento sono stime non verificabili.

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