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La Cassazione: il primario è sempre responsabile

Di Redazione17 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il primario è sempre responsabile

Il primario è sempre responsabile

Il primario ospedaliero deve essere sempre a conoscenza delle condizioni cliniche di tutti i degenti perché ha la responsabilità dei malati della divisione e l’obbligo di definire i criteri diagnostici e terapeutici che gli assistenti devono seguire. Il primario deve quindi vigilare sulla corretta impostazione delle terapie, prevenire errori e adottare tempestivamente i provvedimenti richiesti da eventuali emergenze. Lo ribadisce la Cassazione, Sezione 3, con sentenza n. 24144/2010.

La vicenda ha inizio con la denuncia di una paziente che denunciò al Tribunale di Perugia un’Asl Umbra e un ginecologo per ottenere il risarcimento dei danni causati dalle lesioni a lei derivate dalle modalità con le quali i medici l’avevano fatta partorire.

Il primario non era presente neppure al momento del ricovero e la cartella clinica non aveva i dati rilevanti. Il giudice di merito ha affermato che le giustificazioni fornite dal primario non escludevano, ma semmai confermavano, la sua colpevolezza, perché proprio lui avrebbe dovuto emanare direttive appropriate in ordine alle situazioni in cui era necessario ricorrere al taglio cesareo e, comunque, vigilare sull’attività dei propri subordinati prima, durante e dopo il parto, assumendo specifiche informazioni. Alla donna, che non potrà più avere figli e la cui vita sessuale è pregiudicata, spetta un risarcimento di 100 milioni di vecchie lire.

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