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Il Novara è in vetta con l’Atalanta: 3 in A senza play-off?

Di Redazione14 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Stefano Colantuono

Stefano Colantuono

BERGAMO — In tanti, alla vigilia del derby piemontese Novara – Torino, speravano in un pareggio. Qualcuno, addirittura nel colpaccio esterno della squadra di Lerda. E invece ha vinto il Novara ed anche se l’Atalanta è tornata tecnicamente seconda (in attesa della partita di ritorno con la squadra di Tesser) c’è da stare allegri. Molto allegri.

Perchè? Semplice. La frattura tra Atalanta(51), Novara(51), Siena (49) e il resto della cadetteria è importante. Non ci fosse il Varese (43), prima di avvistare qualcuno bisognerebbe scendere fino a quota 38 dove vivacchia la Reggina con due punti sull’Empoli (36 ma deve giocare il recupero a Pescara).

A 35 c’è una ressa che nemmeno nel primo giorno dei saldi, cinque squadre (Padova, Livorno, Pescara, Torino e Vicenza) sono nel limbo pronte a spiccare il volo verso un sogno chiamato Play-Off. Già, ma se alla fine non si giocassero?

C’è una regola, finora concretizzata solo nell’anno della serie B con Juvents, Napoli e Genoa,  che manda in A direttamente le prime tre classificate se tra la terza e la quarta ci sono almeno 10 punti. Classifica alla mano, l’ago della bilancia è il Varese: se i biancorossi rallentano c’è la concreta possibilità che anche quaet’anno non si giochi nessuna appendice di campionato.

Mancano 16 gare alla fine, è presto per fare i conti ma attenti al calendario. La squadra di Sannino deve ancora giocare sia a Novara che a Siena, ha appena ceduto Marco Cellini e la rosa pare abbastanza ristretta: se ai primi caldi la foga agonistica si spegne un attimo è facile che i quattro punti di margine che tengono accesa la fiammella play-off per 8 compagini si sgretolino.

L’Atalanta deve correre e puntare al primo posto, però come ho già detto in passato anche i pareggi diventano determinanti: trasferte come Reggio Calabria e Torino, tanto per fare due nomi, sono da bollino rosso e tutto si deve tentare ma l’obbligo è non perdere.

Avanti dunque, con le antenne sempre dritte. Ogni settimana ci sono ribaltoni ma la continuità sembra entrata nel Dna della Dea e serve la massima attenzione perchè non venga mai a mancare.

Fabio Gennari

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