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Editoriali Sport

Manifesta superiorità: la A dipende solo dall’Atalanta

Di Redazione13 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Simone Tiribocchi

Simone Tiribocchi

BERGAMO — Adesso, non ci sono più dubbi. La promozione in serie A dell’Atalanta dipende solo e soltanto dall’Atalanta.

Già da qualche settimana pensavo che la continuità di risultati fosse un segnale importante di come il gruppo avesse recepito la mentalità giusta. Più volte, nel commento delle partite, ho parlato di una superiorità netta sugli avversari ma mai come venerdì sera avevo visto la Dea surclassare senza possibilità di smentita un avversario di valore che secondo molti dovrebbe contenderle e il primo posto finale.

Bene, i 90 minuti visti al Comunale hanno acceso la luce anche negli occhi degli osservatori più moderati. Atalanta – Siena ha fatto vedere a tutti che la squadra più forte del lotto è quella nerazzurra. Qualcuno dice 70, altri si spingono fino a quota 80 ma io azzardo un bel 90. Forse anche di più, recupero compreso. Di cosa parlo? Dei minuti di gioco in cui ho visto la Dea comandare e il Siena rincorrere.

Peluso – Brienza con Doni dalla stessa parte pareva la chiave decisiva a favore del Siena. Risultato? Peluso migliore in campo. Doni dall’inizio ha dato qualità, ha spaventato un Antonio Conte che in sala stampa ha fatto una recita ai limiti dell’incredibile definendo “giusto” il pareggio. Peccato che per tutta la partita sia stato impegnato più a richiamare le chiusure dei suoi che a spingerli in avanti.

Nando Coppola si è mostrato al pubblico di Bergamo (numeroso come poche volte è successo nelle ultime stagioni)  come forse mai era accaduto: 4-parate-4 salva risultato e la palma del migliore in campo che certifica come Siena e Atalanta, nello scontro diretto, siano state clamorosamente lontane.

Tutto perfetto? Certamente no, le due occasioni sporche concesse a Sestu e Reginaldo sono l’unico neo di una difesa quasi perfetta mentre in avanti qualche problemino c’è. Simone Tiribocchi ha sbagliato ancora, la sua prestazione quando non timbra il cartellino è difficilmente accettabile e l’uscita stizzita di Marilungo nel finale ha una sua logica. Vero che non si devono fare gesti plateali per rispetto del gruppo, vero che l’Atalanta viene prima di qualsiasi necessità individuale però è comprensibile la delusione di un ragazzo che ha giocato bene e che si vede chiamare in panchina in luogo di un compagno che invece ha deluso.

L’unico vero problema che dovrà gestire Colantuono da qui alla fine sarà l’abbondanza. Contro il Siena c’erano in tribuna Manfredini, Padoin (ha giocato benissimo con la Primavera, a Reggio Calabria tornerà a disposizione), Bellini, Troest e Bjelanovic. Ruopolo, Basha, Pettinari, l’ottimo Ferri e Delvecchio erano in panchina: tutta gente che Colantuono stima, tutti ragazzi che in questa squadra hanno dimostrato di poterci stare.

Per il resto, avanti con fiducia. Servirà tanta intelligenza, sia per gestire il turnover che per presentarsi a Reggio Calabria e poi alle altre avversarie con lo stesso piglio delle ultime 9 gare. Non ci sono segnali che questo gruppo non sappia o non possa farlo: in quel caso, si tratta solo di capire quando succederà. Perchè succederà, fate pure gli scongiuri del caso ma questa squadra non può non andare in Serie A.

Fabio Gennari 

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