iscrizionenewslettergif
Sport

14 volte senza il 14: in ricordo di Federico Pisani

Di Redazione12 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Federico Pisani

Federico Pisani

BERGAMO — E c’è qualcuno che lo chiama “solo” calcio. Poi passano le giornate, arriva il fine settimana e le emozioni di 90 minuti ti cambiano l’umore. Più in generale, ci sono stagioni che ti restano dentro, di ognuna ricordi i momenti belli ed quelli brutti che l’hanno segnata.

Questo vale fino a quando si pensa al pallone che rotola sul terreno verde. Questo vale, fino a quando quei ragazzi in pantaloncini corrono ci corrono dietro ad un pallone e per molti, quasi per tutti, sono personaggi inarrivabili che vivono un altro mondo.

Poi però succedono episodi terribilmente normali che fanno passare in un attimo la loro dimensione da umana a spirituale. Arriva uno schianto che ti strappa dagli occhi due ragazzi normali, giovani e belli che chiedevano soltanto alla vita di poter diventare grandi. Magari genitori, sicuramente maturi.

Federico Pisani e Alessandra Midali se ne sono andati in una notte terribile del febbraio 1997, era il giorno 12. Come oggi. Uno schianto in autostrada, la notizia che rimbalza e le lacrime che si spargono. Tante lacrime, tantissime emozioni. Bergamo e la sua gente sono riconosciuti da tutti come personaggi duri, lavoratori e magari pure poco inclini a perder tempo dietro a cose intangibili come le emozioni.

Poi però c’è l’Atalanta, purtroppo c’è un lutto che non ti spieghi e allora tutti, nessuno escluso, si sorprendono dopo 14 anni a piangere e a commuoversi come il primo giorno. Questa volta , addirittura, c’è assonanza tra il numero di maglia del povero Chicco e quello della triste ricorrenza.

Non mi permetto di entrare nel cuore di ognuno di voi, sicuramente chi vuol bene a questa squadra ha un ricordo personale, intimo e bellissimo che gli riporta alla mente quel furetto imprendibile capace di far innamorare tutti. Allo stadio, ci ha pensato l’Atalanta a far venire i brividi con un video mostrato sul maxischermo pochi istanti prima del fischio d’inizio. Non era un campione affermato, non era un leader indiscusso. Era Federico Pisani. Lei, era Alessandra Midali. Oggi, nessuno indosserà mai più la maglia numero 14. Non l’ha fatto ieri, non lo farà domani.

Quella maglia è già occupata, nel cuore di tutti come lassù tra le nuvole. Perchè se “dopo” c’è qualcosa, non può che regalare a tutti la gioia di fare quello che più ama senza assilli nè pericoli. E a lui piaceva giocare, piaceva correre, piaceva vivere. Ciao Chicco, ciao Ale, salutateci le stelle. Noi, da qui, non vi dimentichiamo.

Fabio Gennari

Incredibile Conte tra insulti e parrucche: pareggio giusto

Antonio Conte BERGAMO -- "Il pareggio è giusto, Consigli non ha fatto parate perchè Sestu e Reginaldo ...

Peluso: grandissima prestazione dell’Atalanta

Federico Peluso BERGAMO -- "Grande prestazione di Federico Peluso? Sono contento ma penso che sia stata quella ...