iscrizionenewslettergif
Economia

Redditi: a Bergamo si guadagnano 5000 euro in meno che a Milano

Di Redazione9 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cala il potere d'acquisto dei redditi

Cala il potere d'acquisto dei redditi

BERGAMO — Il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti bergamaschi è calato del 2 per cento nel corso del 2009. E’ quanto sostiene un’indagine molto approfondita realizzata dalla Cisl.

La perdita è così suddivisa: l’1,5 per cento per via del peso dell’inflazione reale, mentre il calo del reddito medio ha pesato per lo 0,49. Quello registrato nella Bergamasca è il quinto calo assoluto in Lombardia (Brescia è la provincia in peggiori condizioni). Il reddito da lavoro dipendente dei bergamaschi è il secondo più basso di tutta la Lombardia: 22.727 euro di reddito medio imponibile, ben distante dal 27mila e passa di Milano.

Il calo del reddito dei lavoratori è dovuto essenzialmente agli effetti della pesante crisi economica che nel 2009 è esplosa sull’economia reale: azzeramento delle eventuali ore di straordinario, messa in cassa integrazione, sostanziale difficoltà ad ottenere aumenti salariali individuali o collettivi sono le principali cause della diminuzione. Una situazione proseguita anche nel 2010.

IL REDDITO PER ETA’ I giovani guadagnano nettamente meno degli adulti (nemmeno tra i 25 e i 29 anni si riesce a superare i 20mila euro di reddito anno, mentre tra i 55 e i 59 anni si sfiorano i 30mila). Reggono meglio il confronto con l’inflazione e addirittura aumentano nominalmente (+ 1,32 per cento) nella fascia da 30 a 34 anni. Per quanto riguarda i pensionati, il punto più basso di incremento è toccato dalla fascia tra i 60 e i 64 anni.

IL REDDITO PER SESSO Le donne sembrano avere un andamento delle retribuzioni superiore a quello dei maschi. Il dato è probabilmente condizionato dal concentrarsi della crisi in settori manifatturieri dove l’occupazione maschile è nettamente superiore (mentre le donne sono più occupate nei servizi e nel pubblico impiego dove la crisi ha morso di meno). Tra i lavoratori, nel 2009 le donne hanno avuto un incremento delle retribuzioni pari a +1,11 per cento, mentre per gli uomini il calo è stato dell’1 per cento, confermando una tendenza già in atto nell’anno precedente (+2,99 per cento per le donne contro +1,49 per gli uomini).

IL REDDITO PER SETTORE Le differenze di reddito e di retribuzione di sentono anche tra i diversi settori. La crisi infatti colpisce soprattutto l’industria (con un calo più forte, pari a -1,31 per cento), anche se pure il terziario privato e il pubblico impiego restano sotto l’inflazione (+1,34 e +1,01 rispettivamente). Solo l’agricoltura mostra un tasso di crescita superiore (+3,68).

Nella classifica assoluta al primo posto troviamo il terziario privato con 26.497 euro, seguito da industria (25.600), pubblico impiego (25.537) e agricoltura (22.258). Stessa graduatoria nel 2008. Nel 2007 abbiamo al primo posto l’industria, seguita da pubblico impiego, terziario privato e agricoltura.

I CARICHI DI FAMIGLIA Il 42,52 per cento dei contribuenti ha familiari a carico di cui: il 23,32 per cento un familiare; il 13,89 due; il 3,92 tre; il 1,38 più di tre. Nel restante 57,48 per cento una parte sono mononucleari, ma non hanno familiari a carico. La presenza di due o più figli spinge le donne, in prevalenza, a rimanere a casa. Infatti da tre persone a carico in su, la maggioranza ha anche il coniuge a carico. L’assenza di servizi di assistenza alla famiglia si fa sentire.

Imprese: fondo di 100mila euro per il controllo di gestione

La Camera di Commercio di Bergamo BERGAMO -- La Camera di Commercio di Bergamo mette a disposizione un fondo di100mila euro ...

Bene la produzione industriale: + 0,5 rispetto a dicembre 2010

Cresce la produzione industriale L'indagine rapida sulla produzione industriale del Centro Studi di Confindustria (Csc) stima in gennaio un ...