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La crisi ferma l’immigrazione: meno arrivi in Bergamasca

Di Redazione7 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Calano gli arrivi in Bergamasca

Calano gli arrivi in Bergamasca

BERGAMO– Sarà la crisi, sarà l’aria che tira per gli immigrati, fatto sta che la Lombardia è meno attrattiva che in passato per l’arrivo di nuove genti. Lo dice uno studio della Fondazione Leone Moressa elaborato da dati Istat.

Il fenomeno si palesa con maggiore evidenza a Pavia, dove in due anni le nuove iscrizioni agli elenchi dei residenti sono calate di 2.233 unità, vale a dire del 4,6 per cento. Anche territori che sono tradizionalmente un “serbatoio” di immigrati e dove la richiesta di manodopera straniera è sempre stata elevata mostrano seppur in misura meno evidente lo stesso fenomeno.

E’ il caso della nostra provincia. Bergamo ha fatto registrare un calo dello 0,7 per cento nei residenti stranieri, e così hanno fatto Brescia (-0,3) e Lecco (-1,8). Soltanto Milano continua a essere un punto di arrivo per gli extracomunitari tanto che la metropoli continua a veder crescere i “nuovi cittadini” del 2,2%.

Secondo gli analisti le ragioni di questo rallentamento sono la crisi economica e l’aumento della disoccupazione che hanno reso l’Italia meno attrattiva nei confronti della popolazione straniera. Il flusso di ingresso di stranieri è calato di poco più di 100 mila unità. Mentre è aumentato del 58 per cento il numero di coloro che sono tornati nel paese d’origine. Le imprese richiedono infatti meno manodopera straniera rispetto a quanto stabilito negli anni passati.

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