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Politica

Il Federalismo passa per decreto. Misiani: atto di disperazione

Di Redazione4 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Misiani

Antonio Misiani

ROMA — Dopo la parità che in Bicameralina ha bloccato il provvedimento sul fisco municipale, il governo riunisce un Cdm straordinario e vara lo stesso il decreto. Il provvedimento andrà al Quirinale. E in serata arriva il via libera definitivo del Consiglio dei ministri al decreto del federalismo fiscale sul fisco comunale.

Il testo approvato è quello contenente le modifiche discusse in questi mesi dalla commissione bicamerale e che ha avuto l’ok dell’Anci nonostante il voto di oggi dell’organismo presieduto da La Loggia che ha respinto il parere sul testo, contenente quelle nuove misure, con un 15 a 15.

La maggioranza sottolinea, infatti, come il no implichi una non espressione del parere da parte della commissione, mentre il Parlamento si è pronunciato comunque su un testo contenente le nuove misure rispetto a quello emanato il 4 agosto con il parere favorevole espresso dalla commissione Bilancio del Senato questa mattina prima del voto della bicamerale e “in esito alle votazioni conclusesi nella seduta pomeridiana del 2 febbraio 2011”. Il testo dovrà ora essere emanato dal Quirinale e poi potrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Tagliente il giudizio dell’opposizione: “E’ un atto di disperazione e uno schiaffo in faccia al Parlamento – ha commentato il parlamentare bergamasco del Pd Antonio Misiani -. La Commissione bicamerale aveva bocciato senza appello il decreto sul federalismo municipale. La decisione del Consiglio dei Ministri di andare avanti comunque senza nemmeno un voto dell’Aula è una scelta sconsiderata, una forzatura inaccettabile che dà il segno di quanto poco Pdl e Lega tengano ai valori e ai principi della democrazia parlamentare”.

“Non si illudano – conclude Misiani – così non vanno da nessuna parte. Questa decisione, avvallata da una Lega ormai totalmente subalterna di Berlusconi, potrà servire forse a dare un contentino al popolo leghista, ma in realtà mette gravemente a rischio l’attuazione del federalismo fiscale. Una riforma di tale portata ha bisogno di una larga condivisione politica e istituzionale e non di colpi di mano come quello messo in atto questa sera dal governo Berlusconi”.

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