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Salute

I cani fiutano i tumori alla prostata

Di Redazione3 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un pastore belga

Un pastore belga

Sfruttare le capacità olfattive dei cani per individuare il tumore alla prostata nei pazienti. E’ il metodo sperimentato con successo da alcuni scienziati francesi.

Lo studio è stato pubblicato sull’ultimo numero della rivista European Urology. Lo ha realizzato un’equipe di medici e biochimici, guidati da Olivier Cussenot, professore di urologia oncologica dell’ospedale Tenon di Parigi.

Ebbene, gli scienziati hanno addestrato un pastore belga (la stessa razza impiegata per l’individuazione di esplosivi o stupefacenti) per riconoscere la presenza di una neoplasia prostatica dalle urine di pazienti.

Il risultato è stato sorprendente: la precisione è risultata pari al 91 per cento. Gli animali si sono dimostrati affidabili per l’individuazione precoce del carcinoma.

E’ un passo decisamente significativo per la medicina. Da anni, la comunità scientifica cerca di migliorare il test del Psa. Il test attuale avviene attraverso un esame del sangue. Consiste nella ricerca di una proteina che si trova nelle cellule della prostata e che indica le alterazioni.

I valori però devono però essere valutati da uno specialista, prima di decidere se e come intervenire con una biopsia. Non sempre infatti, un Psa alto indica la presenza di un tumore. Può essere anche solo la spia di un’infiammazione.

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