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L’Atalanta festeggia i 75 anni di Mino Favini

Di Redazione2 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Luca Percassi e Mino Favini

Luca Percassi e Mino Favini

BERGAMO — Oggi, 2 febbraio 2011, ha fatto 75. Non parliamo di gol, non parliamo di presenze, non parliamo di talenti scoperti. Anche perchè, nel suo caso, il numero sarebbe troppo esiguo. Parliamo di Mino Favini, del piccolo grande Mino Favini.

Il talent scout nerazzurro, considerato da più parti uno dei migliori scopritori di giovani italiani, festeggia le 75 candeline. E, come sempre, non ha perso occasione di farlo sul campo. Vicino ai suoi ragazzi. In tribuna a vedere Brescia-Atalanta, recupero del campionato Primavera.

A Zingonia, la società lo ha festeggiato con un bella crostata di frutta. Gesto semplice ma sentito per una persona che, nel calcio di oggi, è rara come una mosca bianca.

Cascasse il mondo, Mino Favini nei corridoi di Zingonia ti saluta sempre, non lesina sorrisi a nessuno e quando hai la fortuna di sederti per un’intervista c’è da concentrarsi davvero perche gli aneddoti, i ricordi, le emozioni si sprecano.

Come quella volta, l’anno scorso, in cui abbiamo dovuto sospendere momentaneamente una chiaccherata perchè erano arrivate le pagelle. Sì, proprio quelle di scuola. Perchè ogni ragazzo deve essere un valido scolaro prima che un bravo calciatore. Perchè nonno Mino legge, sorride e vuol conoscere i voti di tutti. Esaltandosi quando sono clamorosi (“Guarda questo, Fabio, ha perfino degli 8 in spagnolo”) e chiedendo conto del perchè qualcuno faccia fatica. “Mister, da quando si allena con la prima squadra è più faticoso seguire bene la scuola”. “Capisco, ma non dimentichiamo mai che l’educazione e l’essere uomini prima che calciatori è importante”, ha risposto Favini.

Incredibile che nessuno abbia ancora scritto un libro per raccontare i 75 anni di una persona così. Forse, è stato proprio il sempre sorridente omino di Meda a non volerlo. Perchè lui lavora al riparo delle luci della ribalta. Perchè lui si è commosso davanti all’affetto della gente sul palco della Festa della Dea e quando hanno presentato Percassi. Perchè lui, con e per i suoi ragazzi, ama lavorare ogni giorno. Perchè lui ha l’Atalanta dentro. E dopo gli orrori del passato (qualcuno ha detto che il suo modo di lavorare è ormai vecchio e superato), quando la nuova proprietà gli ha fatto capire che il settore giovanile sarebbe stato rilanciato, lui è rinato.

Non battetegli solo le mani, non limitatevi a dei semplici auguri: Mino Favini è un pezzo di Atalanta, festeggia i 75 anni e si merita tutto l’affetto che la gente di Bergamo, quella che ama la Dea, è in grado di regalargli.

Fabio Gennari 

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