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Economia

Federconsumatori: ecco come i petrolieri lucrano sulla benzina

Di Redazione1 febbraio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La benzina

La benzina

BERGAMO — I petrolieri lucrano sul prezzo della benzina, ai danni dei consumatori. Lo sostiene l’ultima indagine svolta da Federconsumatori, l’associazione dei consumatori legata alla Cgil.

“Abbiamo accertato che il margine entro cui i gestori possono muoversi è limitato a 0,5 cent/€/litro (mezzo centesimo) sul fai da te e di 1,2 cent/€/litro sul servito rispetto ai prezzi “consigliati” dal fornitore del carburante. La sostanza è che sia il consumatore sia il gestore sono vittime di un sistema che premia soltanto lo Stato (accise e Iva sulle accise, e i petrolieri)” recita un comunicato stampa.

L’indagine durata 9 settimane, ha consentito a Federconsumatori Bergamo di scoprire “che quasi quotidianamente alle pompe di benzina si verificavano variazioni di prezzo (solitamente al rialzo) anche significative: addirittura tra punti vendita della stessa marca”.

«Per questo – continua l’associazione – sostenemmo che, se la differenza di costo era di 9/10 centesimi di euro/ litro, il margine di guadagno doveva essere ben superiore a quanto i gestori continuamente lamentano (ossia intorno ai 3,6 centesimi/litro). Pertanto credemmo logico chiedere conto di questo caro carburante anche ai conduttori degli impianti. Successivamente siamo venuti a conoscenza di una situazione a dir poco sconcertante: quotidianamente la compagnia petrolifera indica ai gestori i prezzi consigliati per la vendita al pubblico dei singoli carburanti in funzione delle diverse modalità di vendita, dei differenziali geografici, delle macroaree di consumo”.

“La compagnia può fissare un prezzo massimo di vendita al pubblico che sarà superiore al prezzo raccomandato di almeno 0,51 centesimi di euro/litro per la modalità di vendita fai da te e di almeno 1,261 centesimi di euro/litro per la modalità servito. Altro aspetto interessante è quello relativo ai costi praticati per il servito, il fai da te e il tanto reclamizzato iperself. In pratica lo sconto riconosciuto al fai da te e all’iperself è pagato da chi fruisce del “servito” e dai gestori”.

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