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Atalanta, un voto al mercato di gennaio? 8 pieno

Di Redazione31 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Percassi e Roberto Spagnolo

Antonio Percassi e Roberto Spagnolo

BERGAMO – Voto al mercato dell’Atalanta? Otto, anche otto e mezzo. Si poteva fare di più soltanto in uscita, per il resto ci sono tutti gli elementi per dire che dalle parti di Zingonia è stato fatto il massimo di quello che si poteva fare.

Mettere mano ad una squadra prima in classifica non è semplice, eppure è stato fatto tanto. Tantissimo.

Serve una punta? Prima l’assalto a Gonzalez, poi l’aggancio a Marilungo. Con 5 milioni cash sul tavolo. Gli altri si arrampicano sui prestiti onerosi, l’Atalanta guarda, paga e porta a casa.

A centrocampo serve qualcosa? Ecco Delvecchio, praticamente gratis, con la benedizione di chi deve portare la Dea in serie A. Forse lì davanti ci sarebbero problemini nel caso in cui Ruoplo si becchi un raffreddore? Arriva Bjelanovic, per 300.000 euro.

Manca solo una riserva del buon magazziniere Dorino ed, eventualmente, qualcuno che possa accogliere la stampa se Lazzaroni ed Elisa Persico dovessero avere un contrattempo. In totale, fanno poco meno di 5 milioni e mezzo: lo ripeto, gli altri fanno il baratto mentre a Bergamo si spendono soldi. Veri. E senza buttarli dalla finestra.

Da qui a giugno capiremo se le mosse sono state corrette ma permettetemi fin d’ora di sottolineare come anche le cessioni, Amoruso a parte, siano state tutte azzeccate. Schelotto a Cesena finisce in tribuna: alza la cornetta, Simeone di aspetta. Argentino lui, argentino il ragazzo. Serie A il Cesena, serie A il Catania: stessa categoria, prestito secco e investimento tutelato.

Ardemagni, con Marilungo e compagnia cantante, avrebbe giocato forse qualche spezzone nelle sgambate del mercoledì. Ad agosto furono investiti 3,5 milioni, quindi come fare? Prestito al Padova, dove ci sarà spazio per riabilitarsi dopo mesi in ombra ed eventualmente restare se tra qualche mese la società veneta dividerà la spesa: riscatto della metà già fissato a 1,7 milioni di euro.

Tralasciando le operazioni minori, intelligenti ma per forza di cose meno pesanti come Marconi e Canzian al Pergocrema e Tiboni al Verona, l’ultima cessione da sottolineare è quella sfumata: Barreto non si muove, il Napoli è arrivato corto.

L’agente Calleri, in serata, è stato chiaro. “L’Atalanta vuole vincere il campionato con Barreto, per questo non è andato al Napoli”. Chiaro, limpido. Si sarebbe mosso, l’avevo già detto, per una cifra folle: 10 milioni di euro. Perchè il tempo dei saldi, sia in arrivo che in uscita, è finito.

Cosa aggiungere? Sarò esagerato, ma non è finita qui. Non posso pensare che Corti sia andato in Perù a vedere il Sub20 per una gita di piacere, non resta che aspettare per capire bene quali siano le manovre per la serie A. Perchè sarà, con tre punti di qua e tre punti di là, promozione in serie A.

Fabio Gennari

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