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Curva Nord a Parma e Brentonico: cronaca di un giorno da urlo (foto)

Di Redazione30 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ultras Atalanta a Parma

Ultras Atalanta a Parma

BERGAMO – L’Atalanta non gioca? Nessun problema, si tifa la solidarietà. Si coltivano le amicizie. Si cercano emozioni, ci si presenta al fianco di chi in passato si è già sostenuto. Si ricorda, si macinano chilometri, si alza lo sguardo aprendo un sorriso e si dice con il cuore: noi, come sempre, ci siamo.

Bergamo. Parma. Brentonico. Così lontani, così vicini. Uniti dai colori, da una passione, da amicizie nate nelle difficoltà che oggi, come ieri, rendono i gesti di pochi stupefacenti per tutti.

I ragazzi della Curva Nord di Bergamo, gli ultras, ne hanno combinata un’altra. Anzi, hanno fatto ancora meglio: l’hanno confezionata doppia.

Sabato 29 gennaio. Semplice tappa di avvicinamento alla trasferta di Frosinone per molti, data da bollino rosso sul calendario per pochi. Un centinaio in tutto.

Settanta ragazzi bergamaschi con l’Atalanta nel cuore sono saliti su un pullman e hanno raggiunto lo stadio XXV Aprile di Parma. Non ci stavano tutti, sul torpedone: tre o quattro macchine si sono accodate e presto sono arrivati al centro sportivo Moletolo, nella città emiliana.

Motivo? Semplice, i fratelli abruzzesi de L’Aquila Rugby erano impegnati contro i padroni di casa dell’HBS Gran Ducato. Nessuna sfida di vertice, alla fine sarà 53-13 per Parma, ma una grande occasione per far sentire forte, ancora una volta, l’affetto e la vicinanza verso chi nel sisma del 2009 ha perso tutto.

Un’amicizia sincera, tanti momenti già vissuti assieme ed una nuova occasione per festeggiare: striscioni, cori, fumogeni, torciata finale e terzo tempo. A base di pane e salame nostrano portato da Bergamo per festeggiare tutti assieme. Addirittura, i ringraziamenti della società di casa per il calore e la correttezza dimostrata nel lasciare pulita la struttura portandosi a Bergamo perfino la pattumiera.

Bergamaschi al seguito del'Aquila Rugby

Bergamaschi al seguito del'Aquila Rugby

Fumogeni bergamaschi

Fumogeni bergamaschi

Da una bella storia ad un’altra, 200 chilometri più a Nord. Centro sportivo di Brentonico, sede del ritiro dell’Atalanta nell’estate del 2009. Proprio durante quel periodo, la comunità trentina perse un piccolo angelo, Francesco Schelfi.

Il bambino, morto schiacciato dal trattore del padre, venne ricordato subito da uno striscione e quando ad inizio 2010 venne organizzato il primo trofeo di sci in sua memoria da Bergamo arrivarono solo in 4. “Sentiamoci, avvertiteci: l’anno prossimo verremo in tanti”. Un anno dopo, nel giorno della presentazione ufficiale del secondo Memorial, quei 4 sono diventati 30: tutti in macchina, tutti da Bergamo, tutti ultras dell’Atalanta.

Chi c’era, racconta di una bella giornata passata assieme alla comunità di Brentonico. Colorata, rumorosa, divertente a modo loro. Quindi, da ricordare. L’anno passato, proprio su queste pagine, avevamo raccolto anche le sensazioni del papà di Francesco, Angelo Schelfi. Questa volta, possiamo solo immaginare la felicità di un padre, di una famiglia, di una comunità che si è vista arrivare da Bergamo trenta ragazzi che con loro hanno condiviso un momento tragico durante un ritiro.

Strano, vero? Due iniziative lodevoli, due momenti che meritano applausi. La dimostrazione che la memoria, i sentimenti sinceri, la condivisione di valori che vanno aldilà del calcio vincono sempre. Applausi a chi non dimentica. Chapeau.

La tavolata della Curva Nord sulla neve di Brentonico

La tavolata della Curva Nord sulla neve di Brentonico

Fabio Gennari

BERGAMO – L’Atalanta non gioca? Nessun problema, si tifa la solidarietà. Si coltivano le amicizie. Si cercano emozioni, ci si presenta al fianco di chi in passato si è già sostenuto. Si ricorda, si macinano chilometri, si alza lo sguardo aprendo un sorriso e si dice con il cuore: noi, come sempre, ci siamo.

Bergamo. Parma. Brentonico. Così lontani, così vicini. Uniti dai colori, da una passione, da amicizie nate nelle difficoltà che oggi, come ieri, rendono i gesti di pochi stupefacenti per tutti.

I ragazzi della Curva Nord di Bergamo, gli ultras, ne hanno combinata un’altra. Anzi, hanno fatto ancora meglio: l’hanno confezionata doppia.

Sabato 29 gennaio. Semplice tappa di avvicinamento alla trasferta di Frosinone per molti, data da bollino rosso sul calendario per pochi. Un centinaio in tutto.

Settanta ragazzi bergamaschi con l’Atalanta nel cuore sono saliti su un pullman e hanno raggiunto lo stadio XXV Aprile di Parma. Non ci stavano tutti, sul torpedone: tre o quattro macchine si sono accodate e presto sono arrivati al centro sportivo Moletolo, nella città emiliana.

Motivo? Semplice, i fratelli abruzzesi de L’Aquila Rugby erano impegnati contro i padroni di casa dell’HBS Gran Ducato. Nessuna sfida di vertice, alla fine sarà 53-13 per Parma, ma una grande occasione per far sentire forte, ancora una volta, l’affetto e la vicinanza verso chi nel sisma del 2009 ha perso tutto.

Un’amicizia sincera, tanti momenti già vissuti assieme ed una nuova occasione per festeggiare: striscioni, cori, fumogeni, torciata finale e terzo tempo. A base di pane e salame nostrano portato da Bergamo per festeggiare tutti assieme. Addirittura, i ringraziamenti della società di casa per il calore e la correttezza dimostrata nel lasciare pulita la struttura portandosi a Bergamo perfino la pattumiera.

Da una bella storia ad un’altra, 200 chilometri più a Nord. Centro sportivo di Brentonico, sede del ritiro dell’Atalanta nell’estate del 2009. Proprio durante quel periodo, la comunità trentina perse un piccolo angelo, Francesco Schelfi.

Il bambino, morto schiacciato dal trattore del padre, venne ricordato subito da uno striscione e quando ad inizio 2010 venne organizzato il primo trofeo di sci in sua memoria da Bergamo arrivarono solo in 4. “Sentiamoci, avvertiteci: l’anno prossimo verremo in tanti”. Un anno dopo, nel giorno della presentazione ufficiale del secondo Memorial, quei 4 sono diventati 30: tutti in macchina, tutti da Bergamo, tutti ultras dell’Atalanta.

Chi c’era, racconta di una bella giornata passata assieme alla comunità di Brentonico. Colorata, rumorosa, divertente a modo loro. Quindi, da ricordare. L’anno passato, proprio su queste pagine, avevamo raccolto anche le sensazioni del papà di Francesco, Angelo Schelfi. Questa volta, possiamo solo immaginare la felicità di un padre, di una famiglia, di una comunità che si è vista arrivare da Bergamo trenta ragazzi che con loro hanno condiviso un momento tragico durante un ritiro.

Strano, vero? Due iniziative lodevoli, due momenti che meritano applausi. La dimostrazione che la memoria, i sentimenti sinceri, la condivisione di valori che vanno aldilà del calcio vincono sempre. Applausi a chi non dimentica. Chapeau.BERGAMO – L’Atalanta non gioca? Nessun problema, si tifa la solidarietà. Si coltivano le amicizie. Si cercano emozioni, ci si presenta al fianco di chi in passato si è già sostenuto. Si ricorda, si macinano chilometri, si alza lo sguardo aprendo un sorriso e si dice con il cuore: noi, come sempre, ci siamo.

Bergamo. Parma. Brentonico. Così lontani, così vicini. Uniti dai colori, da una passione, da amicizie nate nelle difficoltà che oggi, come ieri, rendono i gesti di pochi stupefacenti per tutti.

I ragazzi della Curva Nord di Bergamo, gli ultras, ne hanno combinata un’altra. Anzi, hanno fatto ancora meglio: l’hanno confezionata doppia.

Sabato 29 gennaio. Semplice tappa di avvicinamento alla trasferta di Frosinone per molti, data da bollino rosso sul calendario per pochi. Un centinaio in tutto.

Settanta ragazzi bergamaschi con l’Atalanta nel cuore sono saliti su un pullman e hanno raggiunto lo stadio XXV Aprile di Parma. Non ci stavano tutti, sul torpedone: tre o quattro macchine si sono accodate e presto sono arrivati al centro sportivo Moletolo, nella città emiliana.

Motivo? Semplice, i fratelli abruzzesi de L’Aquila Rugby erano impegnati contro i padroni di casa dell’HBS Gran Ducato. Nessuna sfida di vertice, alla fine sarà 53-13 per Parma, ma una grande occasione per far sentire forte, ancora una volta, l’affetto e la vicinanza verso chi nel sisma del 2009 ha perso tutto.

Un’amicizia sincera, tanti momenti già vissuti assieme ed una nuova occasione per festeggiare: striscioni, cori, fumogeni, torciata finale e terzo tempo. A base di pane e salame nostrano portato da Bergamo per festeggiare tutti assieme. Addirittura, i ringraziamenti della società di casa per il calore e la correttezza dimostrata nel lasciare pulita la struttura portandosi a Bergamo perfino la pattumiera.

Da una bella storia ad un’altra, 200 chilometri più a Nord. Centro sportivo di Brentonico, sede del ritiro dell’Atalanta nell’estate del 2009. Proprio durante quel periodo, la comunità trentina perse un piccolo angelo, Francesco Schelfi.

Il bambino, morto schiacciato dal trattore del padre, venne ricordato subito da uno striscione e quando ad inizio 2010 venne organizzato il primo trofeo di sci in sua memoria da Bergamo arrivarono solo in 4. “Sentiamoci, avvertiteci: l’anno prossimo verremo in tanti”. Un anno dopo, nel giorno della presentazione ufficiale del secondo Memorial, quei 4 sono diventati 30: tutti in macchina, tutti da Bergamo, tutti ultras dell’Atalanta.

Chi c’era, racconta di una bella giornata passata assieme alla comunità di Brentonico. Colorata, rumorosa, divertente a modo loro. Quindi, da ricordare. L’anno passato, proprio su queste pagine, avevamo raccolto anche le sensazioni del papà di Francesco, Angelo Schelfi. Questa volta, possiamo solo immaginare la felicità di un padre, di una famiglia, di una comunità che si è vista arrivare da Bergamo trenta ragazzi che con loro hanno condiviso un momento tragico durante un ritiro.

Strano, vero? Due iniziative lodevoli, due momenti che meritano applausi. La dimostrazione che la memoria, i sentimenti sinceri, la condivisione di valori che vanno aldilà del calcio vincono sempre. Applausi a chi non dimentica. Chapeau.

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