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Politica

Il piano segreto: Tremonti premier, Berlusconi al Quirinale

Di Redazione26 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

MILANO — Qualcuno lo ha chiamato piano segreto. Altri improrogabile necessità. Certo è che Berlusconi non ha nessuna intenzione di abdicare, anzi sarebbe pronto a rilanciare. D’accordo con il suo alleato più fedele, Umberto Bossi, una volta approvato il federalismo il premier avrebbe in programma elezioni politiche anticipate nel mese di maggio, insieme alle Amministrative. Il tutto per rispondere all’attacco dei pm sul caso Ruby ed escort e per prendere in contropiede gli avversari del Terzo Polo, ancora impreparati per la sfida delle urne.

Ma il colpo di scena sarà sul candidato premier: Berlusconi lancerà Giulio Tremonti. In campagna elettorale il Popolo della Libertà, poi, giocherà la carta della riforma costituzionale e l’introduzione del semi-presidenzialismo alla francese, da approvare e portare a regime entro la fine del mandato di Giorgio Napolitano. Il che significa che nel 2013 Berlusconi potrà farsi eleggere dal Parlamento al Quirinale come capo dello Stato con poteri maggiori rispetto a quelli attuali (e con l’immunità).

Il Cavaliere si prenderà dunque un paio d’anni “sabbatici”, sicuro che lo scandalo Ruby non porterà a nulla sul fronte giudiziario e che dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento gli altri processi finiranno in prescrizione.

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