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Politica

Aeroporto: D’Aloia ci pensa, ma il Pdl vede bene Pagnoncelli

Di Redazione21 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Da sinistra: Marco Pagnoncelli, Giorgio Jannone, Valerio Carrara, Roberto Formigoni

Da sinistra: Marco Pagnoncelli, Giorgio Jannone, Valerio Carrara, Roberto Formigoni

BERGAMO — L’appuntamento è per la prossima primavera. Ma nei corridoi del potere, come noto, le partite si giocano ben prima. E quella della presidenza della Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto, è una partita decisamente grossa. Soprattutto perché il nuovo presidente si troverà a governare la più grande azienda bergamasca, che dà lavoro a 18mila persone (indotto compreso) e che da sola rappresenta il 7,5 per cento del pil bergamasco.

Ebbene, al di là della vicenda azionaria della società, la presidenza dell’ente aeroportuale è sì di natura imprenditoriale. Ma essendo l’aeroporto strategico per città, provincia e regione, la nomina è prima e soprattutto di natura politica. E qui le cose si complicano tremendamente, perché per fare combaciare i pezzi del puzzle che comporrà il ritratto del nuovo presidente, serve l’appoggio di decine di giocatori.

Da tempo si rumoreggia in città di una candidatura (mai smentita) alla presidenza della Sacbo di Gianni D’Aloia, autorevole esponente del Pdl cittadino. D’Aloia, stimato professionista, gode del sostegno del coordinatore provinciale del Popolo della Libertà Carlo Saffioti (a cui più volte ha ricambiato l’appoggio), mentre con gli inquilini di Palazzo Frizzoni (inteso anche come aula consiliare) le cose sono sempre andate a senso alternato: alle grandi passioni sono succedute grandi burrasche.

Ma alla luce delle recenti dichiarazioni pubbliche, l’impressione è che stavolta si voglia “sdoganare” il nostro aeroporto per inserirlo nel più complesso sistema degli aeroporti lombardi. Lo ha detto il presidente Pirovano al meeting Cdo di novembre, lo ha ribadito il presidente della Compagnia delle Opere Rossano Breno: pensare in grande, per fare dell’aeroporto il volano dell’economia. Ebbene, se questo sarà l’orientamento, è evidente che “pensare in grande” si traduce in un solo modo: guardare a Sea, la società aeroportuale milanese. E chi è la figura più indicata in questo momento per rapportarsi a Sea? Marco Lionello Pagnoncelli.

L’ex segretario provinciale di Forza Italia, oltre ad essere l’attuale delegato di Formigoni, infatti, siede anche nel consiglio di amministrazione della società aeroportuale che gestisce Linate e Malpensa. Pagnoncelli ha dalla sua rapporti molto solidi con il presidente della Regione, che lo volle nel suo listino bloccato. Altrettanto importanti i rapporti che l’ex segretario provinciale di Forza Italia intrattiene con i vertici regionali del Popolo della Libertà, su su fino a Berlusconi. Se poi guardiamo al Pdl bergamasco, attraverso un sistema di alleanze in questo momento Pagnoncelli detiene la maggioranza, pronto a scalzare Saffioti & friends appena un congresso – ben lungi da venire – glielo consentirà.

Inoltre, l’architetto di Bottanuco ha intessuto con il tempo una serie di relazioni con importanti personaggi dell’economia milanese, tanto da risultare, in siffatta prospettiva, il candidato naturale alla presidenza del nostro scalo. Secondo quanto trapelato finora, il Pdl provinciale, regionale e nazionale vedrebbe bene Pagnoncelli in Sacbo. La Lega non disdegna, anche se preferirebbe uno dei suoi. Quella parte del Pdl cittadino che fa capo a Saffioti invece frena, e guarda a D’Aloia (fortemente avverso ai lumbard). Chi la spunterà?

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