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Ruby a un’amica: fatto sesso con Berlusconi. Il premier: dimissioni? Siete matti

Di Redazione19 gennaio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

MILANO — “Ruby mi disse di aver fatto sesso con Silvio Berlusconi”. Lo dice in uno dei verbali contenuti nell’invito a comparire inviato al premier dalla procura di Milano, Caterina Pasquino, la donna che ha denunciato la giovane marocchina per il furto di tremila euro e di alcuni oggetti in oro.

Pare un tiro al bersaglio quello contro Silvio Berlusconi. Una sorta di torta in faccia mediatica contro l’uomo più ricco d’Italia, a cui nessuno sa rinunciare. Nemmeno elementi quasi estranei alle vicenda contestate. Alla donna in questione gli inquirenti chiedono di dire se, durante il periodo in cui ha conosciuto e frequentato Ruby, la minorenne marocchina le avesse raccontato di alcune sue amicizie con gente famosa. “Ricordo che diceva – risponde la donna – di essere molto amica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il quale, a suo dire, è stata spesso a casa del premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro”.

Intanto il Presidente Giorgio Napolitano ha smentito di aver avuto un colloquio telefonico con Berlusconi in questi giorni e “che il Capo dello Stato abbia letto o comunque ricevuto, non competendogli in alcun modo, le carte trasmesse dall’Autorità giudiziaria alla Camera dei Deputati che dovrà pronunciarsi sull’autorizzazione richiestale a eseguire una specifica perquisizione”.

“Naturalmente, il presidente della Repubblica è ben consapevole del turbamento dell’opinione pubblica dinanzi alla contestazione, da parte della Procura della Repubblica di Milano al presidente del Consiglio, di gravi ipotesi di reato, e dinanzi alla divulgazione di numerosi elementi riferiti ai relativi atti d’indagine. Senza interferire nelle valutazioni e nelle scelte politiche che possano essere compiute dal presidente del Consiglio, dal governo e dalle forze parlamentari egli auspica che nelle previste sedi giudiziarie si proceda al più presto ad una compiuta verifica delle risultanze investigative”, conclude la nota del Quirinale.

“I miei avvocati mi hanno detto che non essendo Milano il tribunale competente non è logico che io vada per essere interrogato” ha commentato Berlusconi, a margine della riunione al gruppo del Pdl alla Camera, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se si presenterà dai pm milanesi. Quanto alle dimissioni, la risposta è stata perentoria: “Ma siete matti?”

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